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Quartieri-Frazioni

"Atlante", l'arte nelle vecchie cartine geografiche

26 marzo 2013, 00:40

Federica De Masi
«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel conoscere nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi» diceva Marcel Proust in un aforisma.
Una frase che racchiude in modo completo l’operazione che Bruno Barani, architetto e docente di arti grafiche, ha effettuato nella sua mostra «Atlante», in allestimento fino al 19 aprile allo spazio Audiomedica di via Repubblica 49. Vecchie cartine geografiche scolastiche e un atlante di famiglia sono i materiali che hanno ispirato l’artista, che espone circa 20 opere tra nuove e di precedenti allestimenti.
Su questi reperti sono visibili gli interventi creativi di Barani che donano nuova vita a queste vecchie carte che altrimenti sarebbero andate perdute. Segni grafici, collage raffinati e sovrapposizione di materiali: queste le tecniche utilizzate per raccontare il proprio atlante immaginario, arricchito inoltre da opere tematiche che rappresentano le otto nazioni che Barani ha scelto di rappresentare. Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia, Giappone, Stati Uniti d’America e Nuova Zelanda sono i paesi che l’artista ha ritrovato sulle vecchie cartine, senza dimenticare la città che lo ospita omaggiata da un’opera in cui si riconosce il Ducato di Parma su una mappa riprodotta del 1600, evidenziata da un intervento in foglia d’oro. Un viaggio multilineare che abbraccia tutte le arti, dalla letteratura, come rappresenta il ritratto di Simenon, alla musica, rappresentata dall’opera dedicata ai Beatles, dall’arte figurativa, citando Caravaggio e Palladio, fino all’architettura come rappresenta la raffigurazione in collage di San Basilio.
Una mostra aperta sia a chi è intenzionato a scoprire la ricchezza di questi oggetti, oggi caduti in disuso, sia a chi queste carte le ha conosciute e vuole apprezzarle sotto una nuova veste. «Una volta si sfogliavano le pagine degli atlanti, oggi invece basta un touch per trovare la mappa sul nostro smartphone. E’ importante recuperare un valore dal passato e donarlo arricchito nuovamente», ha aggiunto Barani. Grazie a questo e ai numerosi allestimenti proposti durante l’anno, lo spazio Audiomedica si conferma come polo di fermento culturale nel cuore della città. Un punto importante per i cittadini che possono così conoscere ed apprezzare artisti, emergenti e non, del territorio.