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Parma

"Sono fallito per colpa d'altri: chiedo giustizia"

25 marzo 2013, 12:44

Roberto Longoni
Imperdonabile, il delitto di lavorare e di essere in credito. Fa dare  giri di chiave alla porta alla quale si   bussa. «Fossi stato un alcolista, un tossicomane o uno uscito di testa - quasi si rammarica Ciro D'Angelo -.  Fossi stato un detenuto, uno che ha rubato o massacrato qualcuno: ora sarei “degno” d'aiuto».

Scuote il capo l'ex imprenditore, 46 anni, trenta dei quali trascorsi a lavorare e due a maledire il mondo e se stesso, anche per la colpa di non aver colpe. «La legge ha i suoi tempi, ma la vita ne ha altri: come tiro avanti, in attesa di vedere ciò che mi spetta?» Tutto ha perso: casa, lavoro e famiglia. E qualsiasi futuro che non sia quello dell'attimo, pagato con il prestito di un amico.

Storia di una caduta
Piccolo imprenditore nel settore della manutenzione strade, D'Angelo accusa d'essere rimasto travolto dalla catena delle insolvenze altrui. «Dal 2011 mi devono 260 mila euro, ma non so quando mai vedrò quei soldi: la prossima udienza per la mia causa è al novembre del 2014. Come ci arrivo, dopo essere stato rovinato da quelle fatture non onorate?»..............Articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

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