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Gazzettascuola

"Spotted" ora invade anche le superiori

25 marzo 2013, 15:40

Enrico Gotti
Il fenomeno Spotted invade le scuole superiori. Spopolano le pagine su Facebook in cui gli studenti possono prendere in giro il proprio compagno di classe o parlare della ragazza per la quale si sono presi una cotta, il tutto in maniera completamente anonima. Ma non ci sono solo colpi di fulmine. Andando a scorrere i tantissimi messaggi nelle bacheche degli Spotted delle scuole superiori si nota che buona parte sono prese in giro, battute, a volte offese. Gli studenti scrivono ai loro colleghi: <Sei da stupro>, <sembri un topo, non farti le foto>, <tiratela meno>, <sei una lecchina>, <xx si droga, nonostante la sua giovane età>, <xy puzza, facciamo una colletta per comprargli il deodorante>, <zz regala prestazioni sessuali in cambio di lezioni di greco e latino>. Guardare per credere. C’è chi si fa due risate, chi si infastidisce e risponde a tono agli insulti. C’è chi poi chiede di cancellare il messaggio, ritenuto offensivo nei suoi confronti; ma gli amministratori spesso rispondono: <non fate i bambini, non cancelliamo i messaggi> oppure <Spotted è un gioco>.
Altre volte, invece, dopo lamentele di genitori e presidi, hanno dovuto chiudere o cambiare registro e censurare gli insulti: è il caso del Marconi, del Bertolucci, del liceo Paciolo – D’Annunzio di Fidenza.
La moda nasce dal telefilm <Gossip Girl>, dove la protagonista, dietro assoluto anonimato, racconta su internet scandali e notizie della sua cerchia di amici. Nel mese di febbraio sono proliferati gruppi su Facebook dedicati alle varie scuole superiori, in cui ognuno può fare come la protagonista del telefilm: dichiarare una cotta per il ragazzo appena incrociato davanti alla macchinetta del caffè, raccontare un episodio divertente, prendere in giro un compagno di classe o il proprio professore. Il tutto in maniera anonima. I messaggi non sono firmati, ma ci sono nomi e cognomi dei personaggi di cui si parla, assieme alla classe che frequentano, così sono individuati e riconosciuti da tutto l’istituto. E sono in tanti a leggere i “post”. Ci sono gruppi Spotted per il liceo Romagnosi, il Bodoni, il Bertolucci, il Bocchialini, il Melloni, c’è lo Spotted per il convitto Maria Luigia, per il Rondani, il liceo delle scienze umane Albertina Sanvitale, il Giordani, l’Ulivi (ma pochissimi sono i messaggi), l’Ipsia Primo Levi, il liceo artistico Toschi, il San Benedetto, l’istituto Alfieri, il Conservatorio, l’Itis Berenini, il Paciolo-D’Annunzio (sotto il nome di spotted Paciunzio). A gestire questi gruppi non sono le scuole, ma studenti, che ne diventano amministratori conservando l’anonimato. Il loro compito è di ricevere i commenti e di pubblicarli. 
Le bacheche continuano già fitte di messaggi e di utenti, centinaia al giorno. <Spotted> significa letteralmente <avvistato>, ma in parmigiano si potrebbe anche dire <sgamato>.
Il gruppo più numeroso, a Parma, è però quello che raccoglie i <gossip> scritti dagli studenti dell’università di Parma, si chiama <Spotted unipr> e ha 9000 <mi piace>. <Le pagine Spotted sono bacheche per segnalare e rendere pubbliche delle dichiarazioni d'amore o dei colpi di fulmine, o per esprimere astio verso un vicino fastidioso o segnalare qualcosa di divertente> si legge nella pagina. Fra le scuole superiori, quello con più attività è quello del Romagnosi, con 800 fan e diversi messaggi ironici, come ad esempio: <Fate l’amore non fate il liceo classico>.