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Parma

Omicidio Rombaldi, iniziato a Reggio Emilia il processo all'ex vigile urbano Pietro Fontanesi

25 marzo 2013, 15:07

Omicidio Rombaldi, iniziato a Reggio Emilia il processo all'ex vigile urbano Pietro Fontanesi

E' iniziato il processo per la morte di Carlo Rombaldi, medico parmigiano ucciso 21 anni fa a Reggio Emilia all'età di 41 anni. Un caso irrisolto per tanto tempo, che vede ora alla sbarra l'ex vigile urbano Pietro Fontanesi, all'epoca vicino di casa di Rombaldi a Reggio Emilia.

Nella prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Reggio la difesa dell’imputato ha chiesto di indagare su altre piste mai vagliate finora. Il difensore Giovanni Tarquini, affiancato dal padre, l’avvocato Giancarlo Tarquini, ex procuratore capo di Brescia, ha suggerito di vagliare altre piste nell’ambito sanitario e ha parlato di un’altra pistola, compatibile con l’arma usata dall’assassino, venduta da un altro ex vigile urbano nel 2004. 
Intanto oggi il pubblico ministero Maria Rita Pantani, le parti civili e la difesa hanno presentato la lista dei testi, una cinquantina in tutto. Alcuni testimoni sono comuni sia per la difesa, sia per la Procura. Ad esempio sono chiamati a testimoniare i vicini di casa e l’ex primario di chirurgia Roberto Prati, amico e collega del dottor Rombaldi. Il presidente del collegio Francesco Maria Caruso vaglierà ora la lista dei testi da ammettere.

In aula erano presenti stamane il fratello di Rombaldi, Mario, e la figlia di Fontanesi. Mario Rombaldi si è costituito parte civile, così come la moglie del medico assassinato e i due figli (che non erano oggi in aula).

Carlo Rombaldi fu ucciso a colpi di pistola davanti al garage di casa nella notte tra il 7 e l’8 maggio 1992. Aveva 41 anni. Chirurgo dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, la sera dell’omicidio era uscito a cena con alcuni colleghi. Intorno alla mezzanotte, rientrando a casa, incontrò qualcuno all’uscita del garage che gli sparò con una pistola. L’arma, una 38 special, ha indirizzato la Squadra mobile di Reggio Emilia, guidata da Domenico De Jesu, a indagare un ex vigile urbano vicino di casa di Rombaldi, Pietro Fontanesi, poi rinviato a giudizio a distanza di 20 anni. Il movente sarebbe stato una banale lite condominiale. Un "cold case" per il quale la polizia reggiana si è avvalsa della collaborazione degli esperti della Scientifica di Roma specializzati proprio nelle indagini sui casi insoluti.