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Provincia-Emilia

Collecchio baseball: una palestra-gioiello

26 marzo 2013, 20:23

Collecchio baseball: una palestra-gioiello

Andrea Ponticelli
Amarcord, un pizzico di nostalgia, e uno sguardo dritto e sicuro verso il futuro.
L'inaugurazione della nuova palestra del Collecchio baseball e softball, accompagnata dal complesso «Città di Collecchio» diretto dal maestro Fasano, corona un sogno «che qualche anno fa sembrava irrealizzabile», come ha ammesso il consigliere Luca Aroldi, figlio di Walter, mitico dirigente della Montebello, pionieristica società del nostro baseball: «quando qualche anno fa Claudio Pessina - altro consigliere n.d.r. - ci ha proposto l'idea di questa palestra, ci siamo tutti messi a ridere».
Ora invece questa struttura esiste, è vera, è reale, è concreta. Grazie alla ditta Arcadia di Bergamo; grazie alle continue sollecitazioni dell'assessore allo sport Silvia Dondi; grazie all'impegno di Alessandro Bertani, dell'Ufficio tecnico del Comune di Collecchio.
 «Senza il loro appoggio - ha detto ancora Aroldi -  ora non saremmo qui a questa inaugurazione», che è anche la conferma di una sinergia vincente: quella «tra pubblico e volontariato», sottolineata dal sindaco Bianchi, orgoglioso di poter tagliare il nastro assieme al presidente federale Fraccari e al presidente Levati. «Mai come in questa occasione - ha detto - l'Amministrazione comunale ha potuto contare sull'appoggio di una società preveggente e lungimirante».
Molti degli storici dirigenti - soprattutto i pionieri -  avevano quasi i lucciconi agli occhi nel rivedere quanta strada ha percorso in questi anni il baseball e il softball collecchiese.
L'inaugurazione della nuova palestra giunge infatti nel quarantesimo anniversario di fondazione della società. «Il nostro passato è il carburante per il futuro». Anni trascorsi a ribadire che «la fatica non è mai sprecata», come diceva Mennea: una citazione ricordata da Evaristo Dallaturca,  vice presidente del settore softball.
E di questi sentimenti, a metà tra la commozione e la nostagia, si è fatta interprete l'assessore allo sport Silvia Dondi: «quando sono venuta per la prima volta in questo impianto i dirigenti mi hanno fatto vedere la foto di un campo arato», quello negli anni Settanta «dove poi è nata tutta questa struttura: se vediamo cosa è diventato adesso il batti e corri nel nostro paese, allora è doveroso applaudire questa società, dove perchè intere famiglie si sentono parte di un progetto».
Commosso anche il presidente Levati. Specialmente quando don Sergio Sacchi ha ricordato: «io e Carlo siamo andati alle elementari insieme». Frequentavano la «Verdi», addirittura «eravamo nello stesso banco. Ci conosciamo da quando eravamo bambini, sapevo che aveva la forza per trasformare questa società in una pianta molto bella capace di dare frutti».
Con la stessa caparbietà sottolineata dal presidente federale Fraccari: «Stimo in Carlo la sua passione e la sua  ostinazione. Anche grazie a lui in federazione possiamo essere orgogliosi di tutto il baseball parmense».
E il sogno continua. «Il nostro prossimo obiettivo? - si chiedeva Levati - semplice: gli spogliatoi accanto alla palestra».
E il sogno continua. Finita la cerimonia, ha cominciato a piovere. Sottobraccio alla segretaria Liviana Meliconi, mentre tornavamo alla Club House, le abbiamo detto: «pensa che bello, una copertura dalla palestra alla sede». Lei ci ha guardato fisso negli occhi: «tu scherzi, ma ci potremmo pensare dopo gli spogliatoi».
Conoscendo la tenacia dei collecchiesi,   non ci meraviglieremmo se in sede avessero già cominciato a disegnare il progetto.