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Donadoni: "Io al Milan? Niente di vero"

27 marzo 2013, 00:16

Donadoni:

Paolo Grossi

E' stata, quella di ieri sera, una puntata speciale di Bar Sport. Tv Parma ha infatti dedicato il suo dibattito del lunedì a Roberto Donadoni, ospite in studio e disponibile a esaminare a tutto tondo il presente e il futuro sia suo che del Parma. Pungolato dai conduttori Monica Bertini e Giuseppe Milano e dagli opinionisti in studio,  il tecnico crociato non ha lesinato i pareri. «La nostra crisi - ha spiegato subito - non è  attribuibile solo a un  calo fisico o mentale. C'è una miscellanea di cose, tra cui anche la sfortuna, visto che quasi mai abbiamo chiuso una gara strappando più di quanto meritassimo, mentre è accaduto più spesso il contrario».
E' un dato di fatto però che il Parma nella prima mezz'ora delle sue partite ha segnato solo due volte in 29 gare,  segno di un approccio piuttosto soft all'impegno.
«Credo che in noi ci sia troppo attendismo, dovremmo essere più convinti nel voler determinare la partita, più decisi. Non è una questione di insicurezza dovuta all'alternanza di sistemi di gioco. Anzi, quella credo sia una prerogativa positiva per una squadra moderna».
Biabiany, Ninis, Valdes, sono al centro di altrettante domande  da casa e in studio.
«Biabiany ha grandi potenzialità ma deve crescere nel gioco senza palla. Non lo vedo, se non in emergenza, come attaccante. Rende meglio se ha spazio davanti a sé ma tende a ripetere sempre le stese cose che gli riescono bene. Può fare di più. Non è vero poi che io non veda Ninis. Bisogna solo dargli tempo di adattarsi al nostro calcio. Ricordate fior di campioni come Platini o Zidane? Non sono mica esplosi subito qui da noi. Valdes ha avuto qualche problema fisico in più rispetto all'anno scorso, deve ancora migliorare in un ruolo per lui nuovo, ma ha grande personalità e sono contento di lui. Dovrebbe solo evitare certe ammonizioni sciocche».
I tifosi temono che il tecnico possa essere attratto dalle sirene del Milan.
«Ma non c'è niente di vero. E' bastato che qualcuno dicesse o scrivesse una bufala del genere e tutti ad amplificarla e a chiedermi pareri. Ma non sono io a dover rispondere di cose inventate da altri. Io penso al mio oggi qui a Parma. Al futuro casomai penserò da giugno».
L'oggi allora si chiama Pescara, una gara sulla carta facile e quindi insidiosa.
«Ho già detto alla squadra che loro in trasferta daranno il meglio  evitando le contestazioni del loro pubblico. E se noi li prendiamo sotto gamba andiamo a cercarci dei guai».