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Provincia-Emilia

Fornovo, la riorganizzazione sanitaria porterà la Casa della salute

27 marzo 2013, 00:25

Fornovo, la riorganizzazione sanitaria porterà la Casa della salute

Donatella Canali
«Verso una nuova organizzazione sanitaria?». A questa domanda ha cercato risposte l’incontro, organizzato dall’associazione «Fornovo il tuo paese», «con l’obiettivo - come ha spiegato il presidente Daniele Varesi - di informare i cittadini sui criteri di funzionalità e di contenimento della spesa che animano il decreto sanità e sulle ricadute che l’applicazione di questa nuova normativa avrà sul nostro territorio». 
Tra gli ospiti della serata, il direttore sanitario dell’Azienda Usl di Parma, Ettore Brianti, che ha dapprima sintetizzato le linee guida del decreto Balduzzi: una normativa che ha il merito di voler «allontanare» il più possibile la politica dalle nomine di figure sanitarie e, dal lato opposto, obbliga a tagli trasversali anche le Regioni virtuose, come la nostra, che vanta numerose eccellenze, attrattive anche per pazienti di altre regioni. «L’organizzazione sanitaria dell ’Emilia Romagna - ha spiegato Brianti -, di fatto, ha anticipato i contenuti della legge Balduzzi, offrendo un elevato livello di servizi con un contenimento della spesa e la strutturazione di efficienti centri di cura territoriali. Anche le cure primarie garantite 24 ore su 24 sette giorni su sette, previste dal decreto, sono di fatto una realtà nella nostra regione.  Ai tagli già effettuati da quest’anno, dovremo recuperare, senza aumentare i ticket, puntando sulla riorganizzazione, perché entro il 2014 dovremo tagliare altri 400 posti letto».
Il 2014 sarà anche la data scadenza per dotarsi delle Case della salute, ultimo «passaggio» nella riorganizzazione dei distretti  che tende ad avvicinare sempre di più i servizi al cittadino e alleggerire le strutture ospedaliere. Un tema che tocca naturalmente Fornovo, in ritardo dispetto ad altri paesi. La struttura, che con il coordinamento tra gli operatori sanitari, metterà  in relazione i servizi  sanitari e socio-sanitari con quelli specialistici, ospedalieri, della sanità pubblica, della salute mentale e dei servizi sociali: decaduta l’ipotesi di collocarla nell’edificio ex Usl, troverà spazio in una sezione del poliambulatorio. Il direttore sanitario del Distretto Valli Taro e Ceno, Giuseppina Frattini ha illustrato in modo dettagliato i servizi attualmente offerti dal polo sanitario fornovese, che si integreranno o convoglieranno nella futura Casa della salute.  «Si tratta - ha detto la Frattini - di una realtà complessa che vanta numeri  importanti e servizi diagnostici sempre più mirati e innovativi. Il polo offre percorsi specialistici e riabilitativi, di integrazione ospedale-territorio e un’informatizzazione che permette ai medici di avere accesso ai referti».  Sostenitore del modello previsto dalle Case della salute si è dichiarato il medico fornovese Alberto Ferdenzi. «I primi ad avere resistenze verso la medicina di gruppo - ha detto - sono diversi miei colleghi. L'organizzazione da sola non basta: occorrono operatori motivati che, con la reciproca collaborazione, riescano a dare una risposta ai pazienti senza che questi debbano necessariamente accedere all’ospedale. E’ chiaro - ha proseguito lo stesso Ferdenzi - che in queste strutture ogni medico manterrà i suoi pazienti ma, grazie anche il servizio Sole, di sanità on line, che permette ai medici di accedere ai dati dei pazienti, sarà facilitata la collaborazione e l’uniformità delle risposte e delle prescrizioni, secondo i protocolli».