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Arte-Cultura

Luce, colore e forme nel gioco degli opposti

26 marzo 2013, 20:51

Luce, colore e forme nel gioco degli opposti

 A prima vista può sembrare un gioco la mostra di Paolo Bottioni, aperta fino al 27 marzo, alla Galleria Sant’Andrea di via Cavestro. E forse lo è, tenendo conto che il pittore, che ama le astrazioni e gli effetti del colore, fa tesoro della propria esperienza per invitare lo spettatore ad un inusitato confronto: la stessa immagine colta con fare figurativo e poi, a lato, riproposta secondo i diversi canoni dell’astrazione se vogliamo riprendere un assunto del Novecento, che vede opposti figurazione ed astrazione, dove i colori paiono gli stessi del «reale» e l’occhio invita a comprendere i passaggi compositivi dell’autore.

Ecco allora il significato concreto della mostra «Poesia segreta dell’astrazione», dove queste coppie, diverse ed opposte, lasciano emergere esperienze non combacianti fra loro ma inclini a reciproche contaminazioni nel modo e di vedere e dipingere la realtà, come suggerisce nella brochure, Anna Mavilla. Così il gioco si fa intuizione, di fronte ad immagini che si «sgretolano» e si fondono nel colore, che hanno titoli diversi, come «Parco Ducale» e «Luci nel verde» ma sono inevitabilmente speculari tra loro non solo perché l’autore le ha così presentate bensì per l’esperienza creativa che in esse è racchiusa. Un’esperienza che guida dalla visione del reale alla percezione dello stesso, fino alla grande composizione che chiude la mostra, «Fine estate» del 2012, un acrilico su tela che riporta alle predilette scelte cromatiche dell’autore, fatte di rapide scansioni che segmentano, interagiscono, lasciando trapelare le emozioni.s. pr.   
 

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