Sei in Archivio

Parma

Un aiuto ai genitori di figli disabili

26 marzo 2013, 21:20

Un aiuto ai genitori di figli disabili

Beppe Facchini
Quarantottomila euro per aiutare circa 70 genitori «con figli disabili in età compresa dalla nascita alla scuola dell’obbligo». Recita così una determina dirigenziale del Settore Welfare del Comune che, tramite il progetto «A casa con sostegno», si impegna a finanziare per tutto il 2013 il Consorzio di Solidarietà Sociale e la cooperativa «Le Mani Parlanti».
Il programma prevede servizi di affiancamento delle coppie fin dalla nascita di figli con disabilità, attraverso l’assistenza a domicilio, percorsi formativi, un’adeguata informazione riguardo tutte le risorse presenti sul territorio e la creazione di gruppi di mutuo aiuto tra le famiglie coinvolte, alle quali si assicura anche il necessario supporto psico-pedagogico.
Per «garantire continuità e coerenza agli interventi», si legge nel documento, l’amministrazione, già ad ottobre 2012, si era assunta un impegno da 30 mila euro in favore del progetto «A casa con sostegno». Adesso, stipulando una nuova convenzione con le due onlus parmigiane, è pronta a versarne altri 18 mila.
Al Consorzio di Solidarietà Sociale, «in virtù delle specifiche conoscenze tecniche possedute», spetta principalmente la gestione tecnica e la supervisione del programma, mentre alla cooperativa «Le Mani Parlanti» è affidato il compito di affiancare le famiglie ed i singoli portatori di handicap coinvolti nell’iniziativa.
Al Comune, comunque, resta la titolarità di un progetto rivolto a nuclei familiari residenti nel Distretto di Parma e nato «dopo un finanziamento ottenuto grazie alla legge 285 del 1997», come specificano dall’Agenzia Disabili, che si pone l’obiettivo, nell’immediato, di prestare «maggiore attenzione ai bambini da zero a tre anni».
Da oltre dieci, il Comune di Parma è al fianco dei genitori con figli disabili soprattutto grazie «alle sette educatrici specializzate a disposizione - aggiungono dagli uffici di Largo Torello De Strada -. Nel 2012, per una sessantina di famiglie si è reso necessario effettuare servizio di sostegno psicologico, mentre per 58 di loro abbiamo garantito anche l’assistenza domiciliare. Fortunatamente riusciamo a soddisfare tutte le richieste senza grossi problemi: in lista d’attesa si resta al massimo venti giorni».