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I grattacieli: termometro della potenza di una nazione

28 marzo 2013, 00:23

Gli antichi romani valutavano l'importanza delle città in base alle dimensioni e al numero dei loro circhi e teatri e alla qualità dei marmi impiegati per costruirli; gli uomini del medioevo in base alla maestosità delle loro cattedrali; per noi moderni la misura della potenza sono i grattacieli. Per molti anni i più alti skyscraper del mondo sono stati quelli di New York, ora non è più così. In questo molti vedono la decadenza della città. Ma quando sono nati  e dove i primi grattacieli? Non nella Grande Mela, ma a Chicago.  Nel 1871, la città, ricchissima grazie ai suoi commerci, fu devastata da un incendio che lasciò molte aree edificabili libere.  Nello stesso periodo fu inventato l'ascensore, strumento senza il quale lo  skyscraper non potrebbe esistere. Nella metropoli affacciata sul lago Michigan un gruppo di architetti (tutti insieme formano la cosidetta “scuola di Chicago”) capeggiati da Daniel Burnham e Louis Sullivan cominciò ad alzare sempre più la misura delle case fino a che, grazie alle nuove potenti armature in acciaio, nel 1885, venne costruito il primo vero grattacielo della storia, l'Home insurance building. Il primo colosso realizzato a New York (oggi non esiste più) risale al 1889. Ma gli abitanti della Grande Mela considerano primo vero skyscraper il celeberrimo Flatiron, il ferro da stiro, che si affaccia, affilato come un coltello, sulla ventitreesima strada, laddove incrocia  la Broadway. Lo ha disegnato il numero uno degli architetti di Chicago, Daniel Burnham e tutti credevano che prima o poi il vento lo avrebbe abbattuto. Da quel momento per quasi un secolo New York è stata la città più importante del pianeta. Alla fine del Novecento, Malesia, Cina, Emirati Arabi hanno cominciato a lanciare blocchi di acciaio e vetro verso il cielo. Il segnale che il mondo era cambiato.

 

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