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Lusso e tecnologia in formato A3

27 marzo 2013, 13:51

Lusso e tecnologia in formato A3

Lorenzo Centenari

Può a ben diritto rivendicare la paternità di ogni esempio di lusso «compatto» oggi in commercio. È un’A3, quella sul mercato dallo scorso autunno, che si vede inoltre sottrarre l’onere e l’onore di «entry level» di gamma Audi, ora di facoltà A1. Sarà anche per questo che a Ingolstadt, nel programmare la propria arma di contrasto alle avversarie di segmento C-Luxury, hanno alzato l’asticella dinamica, tecnologica e (anti)economica. In configurazione 2.0 TDI 150 Cv Ambition, combinazione assai gettonata, la A3 3 porte costa infatti 28.850 euro. Non che sia uscita dal Centro stile rivoltata come un calzino, la terza generazione: montanti più convergenti, fiancate prese «a martellate» e altri dettagli. Il progresso risiede semmai nel pianale: la nuova due volumi bavarese è infatti il primo prodotto di Gruppo Volkswagen a posarsi sulla piattaforma modulare MQB. La struttura ultraleggera (-80 kg) è un altro piatto forte. Il microcosmo interno è poi un tripudio di pelli, alluminio, buoni odori e sensazioni tattili. Grazie al mix di resistenza e scorrevolezza offerto dal piantone ai nostri muscoli, persino regolare altezza e profondità del volante è un autentico piacere. Ma anche portiere, pomello cambio, ganci, bocchette, manopole: ogni inserto rispecchia la perizia col quale è stato assemblato. E che dire dello schermo ultrapiatto a scomparsa (5,8”) del navigatore multifunzione? Tutte delizie, riservate a chi possa permettersi di spendere un «trentello» pur rinunciando a 2 porte. In effetti l’accesso al divano di seconda fila, complice la scarsa escursione sulle guide dei sedili anteriori, è abbastanza scomodo. Balzando di nuovo ai comandi, autentica droga pesante si rivela la rotella dell’Audi MMI (Multi Media Interface) sul tunnel centrale, sede anche di pulsante d’avviamento e freno di stazionamento elettrico. Che tentazione, l’MMI: interromperesti l’esplorazione del capiente hardware Audi solo per maneggiare il cambio a 6 rapporti. In marcia, allora: sin dalle rotazioni di riscaldamento il 2 litri 4 cilindri turbodiesel da 150 Cv e 320 Nm promette di non infastidire: ronzio e vibrazioni rientrano nel range di tolleranza. E che assetto: non un cigolio, né un sobbalzo. I cambi di direzione sono fedeli e repentini, ma a impressionare è l’accelerazione di moto che bielle e pistoni imprimono alla vettura a un affondo sul gas più sgarbato del solito (0-100 km/h in 8,6 secondi). Parzializzare i flussi di potenza e tarare la risposta di sterzo e ammortizzatori compete poi all’«Audi drive select», quadruplo programma di marcia che in un click trasferisce alle ruote il nostro stesso stato d’animo. Per essere un 2 litri, i consumi sono infine sorprendenti: meno di un punto in più (5 l/100 km) rispetto ai 4,1 l/100 km dichiarati.

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