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Parma, serve il trequartista? Rimedio antico

27 marzo 2013, 19:01

Parma, serve il trequartista? Rimedio antico

 Nella lunga chiacchierata di lunedì sera a Bar Sport Roberto Donadoni ha avuto modo di rispondere anche a parecchi quesito arrivati via mail e sms  dai telespettatori. Diversi di questi riguardavano il mancato impiego di Ninis, che in effetti pare finito in naftalina e, più in generale, l'opportunità di trovare spazio a un trequartista quando la manovra si fa un po' asfittica. Su quest'ultimo tema il tecnico gialloblù ha ammesso che «nulla vieta di giocare con un trequartista, se non il fatto che dovrei metter mano al resto del centrocampo perché gli uomini che sto impiegando mi sembrano adatti all'attuale disposizione ma meno ad altre. E' una via praticabile, come però lo sono anche altre». E per quanto riguarda il greco ha detto che «se è arrivato al Parma significa che in lui abbiamo visto ottime qualità e il fatto che ancora non riesca ad avere continuità di presenze in campo dipende esclusivamente da mie scelte tecniche basate sulle osservazioni che faccio in settimana. Ma senza pregiudizi verso nessuno. Devo però dire che anche nella sua Nazionale non ho mai visto Ninis fare il trequartista. Mi fa piacere che abbia tanti sostenitori, ma li invito a prendersi a cuore tutta la squadra, non solo Ninis. All'interno del gruppo serve grande competitività, e alla fine io cerco di premiare chi mi dà le risposte migliori. Con gli stranieri poi serve pazienza, anche se nel nostro ambiente ce n'è sempre poca. Devono adattarsi alle peculiarità del nostro calcio: vi ricordo gli stenti di Platini o di Crespo appena arrivati». 

Fin qui il tecnico, che deve diplomaticamente difendere sia le sue scelte sia il valore, presunto o reale, dei suoi giocatori. 
Diciamo allora che  dall'inizio della stagione Donadoni ha cercato di impostare Ninis come interno di centrocampo, e se non fosse arrivato sul filo di lana Marchionni probabilmente il greco avrebbe spesso occupato quella posizione.  Nel Parma di oggi infatti il trequartista non è previsto. Né con il 3-5-2 né con il 4-3-3. A dire il vero a Napoli, privo di Biabiany e Amauri, Donadoni aveva schierato Ninis dietro Belfodil in un  3-5-1-1 e lui, pur confezionando l'assist per il gol della bandiera di Parolo, aveva offerto una prova tiepidina. Ma l'esperimento non si è più ripetuto. 
 
Oggi il trequartista non lo usa quasi più nessuno. E' diventato un ruolo in cui è difficile esprimersi: squadre corte, centrocampisti centrali che ti marcano così come, a turno, uno dei centrali della difesa a tre. E' rara l'abilità di giocare in quel ruolo senza dare le spalle alla porta. Insomma, adesso si preferisce avere un regista più arretrato e nello spazio tra le linee andarci con esterni o interni piuttosto che starci con un elemento fisso. Poi nel calcio la ruota tattica gira, e come è tornato di moda il 3-5-2 magari tornerà anche il trequartista. 
In questo momento però Ninis deve fare di necessità virtù e rispetto ai concorrenti nel suo ruolo accusa probabilmente  l'inferiore rapidità sia fisica che mentale. Tante volte infatti, saltato l'uomo, cosa che sa fare bene, non riesce a far fruttare la superiorità numerica con giocate veloci, finendo per favorire il ritorno sotto la linea della palla degli avversari. E' un aspetto su cui potrà certamente lavorare, uno di quelli che fanno dire che «deve adattarsi al nostro calcio». Intanto a furia di panchine nel Parma ha perso la Nazionale e questo non lo ha aiutato moralmente. Essendo un capitale della società è però auspicabile che, appena tagliato il traguardo della salvezza, venga riproposto in modo da poter toccare con mano i suoi eventuali progressi.p. gr.