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Parma

Rifiuti, la mossa del Pd: "La gestione della raccolta torni in mano pubblica"

27 marzo 2013, 21:19

Rifiuti, la mossa del Pd:

COMUNICATO

Una mozione indirizzata al Sindaco e alla Giunta di Parma perché la città Capoluogo sia il motore di una grande discussione in tutta la provincia su tre grandi opportunità: la gestione pubblica della raccolta, del trasporto e dello spazzamento dei rifiuti, in capo ad un soggetto “partecipato integralmente dai Comuni”; il conseguente rispetto del Referendum del 2011, dal quale era uscita, forte, l’indicazione del no alla privatizzazione dei servizi pubblici fondamentali; terzo, l’avvio di un cammino che porti i comuni emiliano-romagnali, verso la riduzione del rifiuto indifferenziato, meccanismi premiali legati alla tariffazione puntuale e, quindi, alla riduzione del numero di inceneritori attivi sul territorio, cui si andrà a togliere via via il “carburante”. Esattamente quello che chiede l’Unione Europea.

Il contenuto innovativo della mozione, sostenuta da tutto il gruppo consiliare del Pd, è stata presentata stamane dal capogruppo Nicola Dall’Olio, affiancato da uno dei sindaci che più si è distinto per lucidità nella programmazione delle priorità ambientali locali e regionali: Roberto Balzani, primo cittadino di Forlì. Presenti anche alcuni sindaci del parmense, tra i quali quelli di Sala Baganza (Cristina Merusi) e Sorbolo (Angela Zanichelli).

Sul tavolo del sindaco Federico Pizzarotti e degli amministratori del Movimento 5 Stelle si posa, quindi, l’opportunità di dare concretezza all’impegno elettorale dei “rifiuti zero” e di portare Parma fuori dall’isolamento che l’ha caratterizzata fino ad oggi.

 “L’intento della mozione è proprio quello di stimolare l’Amministrazione Pizzarotti – osserva Dall’Olio –, portando proposte ed esperienze concrete, attingendo da moltissimi modelli virtuosi.  Il servizio di gestione dei rifiuti nell’ambito territoriale di Parma è in scadenza a dicembre 2014 ed entro quella data è importante decidere quale modello gestionale adottare. Il gruppo consiliare del Pd ritiene giusto avviare una riflessione vera sul tema dei servizi pubblici locali, credendo fortemente nell’opportunità di riportare a gestione diretta e pubblica alcuni aspetti. Ad esempio, quello della raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti. Arriveremmo, così, alla separazione netta tra raccolta e smaltimento, evitando qualsiasi rischio di conflitti d’interesse”.

E’ corretto segnalare che questo era uno dei cardini del programma del Sindaco Pizzarotti. Comunque sia, i consiglieri democratici indicano scadenze precise: “Entro la fine del 2013” il Comune di Parma dovrebbe presentare il risultato di una “analisi tecnica, amministrativa ed economica” per valutare, in primis, la reale fattibilità del subentro di un soggetto pubblico all’attuale gestore del servizio di raccolta dei rifiuti.

Dall’Olio chiede concretezza all’Amministrazione Pizzarotti: contrariamente a quanto avvenuto durante la discussione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, stavolta la Giunta M5S deve uscire da una logica “che si limita all’enunciazione di principi generali (l’acqua pubblica e i rifiuti zero) ma che non trova riscontro durante il governo reale della città”.

Roberto Balzani muove da una premessa di non poco conto: “La mozione del gruppo consiliare Pd rappresenta il pensiero di una parte considerevole dell’opinione pubblica, che vede nel grande tema ambientale e della difesa di ben individuati servizi pubblici una nuova forma di partecipazione democratica alla vita collettiva”.

Un percorso legato da due elementi:
1)Chi decide cosa? La scomparsa delle Ato provinciali ha scaricato sui Comuni parecchie funzioni, privandoli, allo stesso tempo, dei necessari riferimenti attuativi.
2)Dopo la spinta berlusconiana alla svendita dei servizi pubblici, il referendum ha messo un paletto preciso: gli italiani vogliono che i servizi pagati totalmente dalla tariffa siano gestiti dal pubblico.

Se il referendum è stato decisivo, dalla Commissione Europea si sta posando una pietra miliare con “l’introduzione del divieto generale di ricorso alla discarica (operativo entro la fine del 2014)  e della richiesta di abolire, in un decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili”.

Con visuale al 2020, Dall’Olio e da Balzani, il Pd di Parma e l’Amministrazione di Forlì, confermano di voler essere al centro di una nuova “svolta” sul territorio dell’Emilia-Romagna, in continuità con “il grande successo delle politiche regionali che hanno abbattuto il ricorso alle discariche. Ora la Regione ha l’opportunità di sostituire molti dei suoi inceneritori con gli impianti del riciclo, creando pure una nuova economia da nuove materie prime”.

Inevitabile un commento sul ruolo delle grandi società di gestione, come Hera o Iren. “Le multiutility pubblico-private vivono una contraddizione tra gli azionisti pubblici che cercano di ridurre la produzione dei rifiuti e di elevare la differenziata – osserva con franchezza Balzani – e la parte privata, degli azionisti, che costruisce la politica aziendale sulla remunerazione degli impianti di incenerimento”.

“Ci serve un cambiamento molto forte – conclude Dall’Olio –. Cambiamento che il Pd può interpretare molto meglio di altri, con più forza e più credibilità, traendone la base sulla quale costruire un nuovo progetto per il governo di Parma”.
 

LA REAZIONE DI FOLLI: "FINALMENTE DALL'OLIO SI SMARCA DAI VERTICI DEL PARTITO"

«Finalmente Nicola Dall’Olio si smarca dalla logica imposta dai vertici del partito sulle  tematiche dei rifiuti, che vede l’incenerimento come unica soluzione (non prospettava finora alcuna alternativa) e dal sistema impostato dal Piano Provinciale Gestione Rifiuti». Così l’assessore all’ambiente della Giunta a 5 Stelle di Parma, Gabriele Folli, commenta la proposta del capogruppo Pd in Comune sulla raccolta dei rifiuti a totale gestione pubblica. «Pare dunque che su alcune cose la pensiamo allo stesso modo - aggiunge Folli -: anch’io guardo con favore alla proposta di ri-pubblicizzare la raccolta rifiuti, e anche alla separazione tra chi raccoglie e ricicla e chi smaltisce».