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Il ristorante di Chichibìo

A Lido di Camaiore il mare secondo "I Giusti"

28 marzo 2013, 20:19

Gita pasquale al Lido di Camaiore dove, dietro la chiesa del Secco, si trova un ristorante curato e molto luminoso che propone un cucina di mare (e qualche piatto di terra) preparata dal cuoco-titolare che vanta, nel curriculum pubblicato sul sito del locale, esperienze e tirocini tra Paracucchi e Vissani, in Italia e all’estero.  Un menu degustazione (quattro piatti proposti dal cuoco) a 35 euro vino compreso e la promessa dei «migliori prodotti locali e di stagione... la preparazione diretta di tutte le portate e la scelta delle migliori offerte del mercato».  Lo stile di cucina oscillerà tra «proposte di attualità e di piatti legati alla tradizione».  Il locale è al piano terra di un anonimo palazzo moderno, brani della «Divina Commedia» sono scritti sulle pareti, i tavoli sono ben preparati, tovaglie chiare, sedie di plastica; piccola carta dei vini con scelte regionali e una pagina intera di pregiate bottiglie uniche.
La cucina, i piatti Cucina ricca di condimenti a base di pomodoro e olio, sempre tendenzialmente dolce, in porzioni abbondanti dove non mancano le verdure; cotture a basse temperature, pasta fatta in casa.
Una zuppetta di fagioli di Lamon e gallinella, nell’attesa degli antipasti (8-16 euro): ricco e di scintillante freschezza il composito piatto di crudo (euro 25); buono il carpaccio di orata e branzino con dadolata di pomodorini e troppo olio; discreta la serie di caldi: insalata di farro e calamari, sformatino di branzino, cappasanta pasticciata con porcini e gratinata, seppiolina tenace, gambero con cipolla, filetto di triglia e pomodori.
Per chi sentisse nostalgia di casa, un piatto di fiocchetto parmigiano.  Ai primi (12 euro), il riso mantecato alle erbe con filetto di triglia cruda è ben concepito, ma troppo avanti di cottura; i tagliolini tutt'uova tirati come un risotto coi frutti di mare sono sostanziosi e pieni di sapore, ma leggermente ammassati; sono riusciti meglio i buoni paccheri artigianali con calamari e cozze. E ancora: ravioli di spigola, tortelli di carne, ravioli con rapini e salsiccia.  Lasciamo la catalana e optiamo, tra i secondi (16-18 euro), per un’orata cotta a bassa temperatura, profumata, morbida, accompagnata da verdure in padella; il fritto misto con patate è asciutto e croccante, ha pastella troppo spessa.
 E ancora: mazzancolle arrosto, zuppa di molluschi, catalana (38 euro), bistecca alla fiorentina (38 euro al kg).
Per finire Un piatto di formaggi di pecora (10 euro) o i dolci (6 euro): torta di mele e crema alla cannella, sformato di pere e cioccolato su salsa d’arancia, gli immancabili cantuccini con vinsanto.  Quattro piatti alla carta per circa 53 euro (bevande escluse), coperto 2 euro, menu non esposto, ingresso e bagni comodi.
Non mancate Piatto di crudo.
  Dimenticate Riso alle erbe.

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