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Arte-Cultura

Matrimonio finito, il dramma visto dalla parte del padre

28 marzo 2013, 17:54

Matrimonio finito, il dramma visto dalla parte del padre

Paolo Pietroni
La cronaca porta in prima pagina vicende terribili e persino violente di bambini strappati da un genitore all’altro a scuola e magari coll'uso dei carabinieri davanti ai compagni di classe. Sono avvenimenti estremi, certo, ma non così isolati come si potrebbe pensare. Siamo in un paese dove gli uomini abbandonati talvolta finiscono per uccidere la donna «amata». Senza arrivare a questo, comunque le divisioni tra coniugi, purtroppo, hanno spesso strascichi aspri e egoistici che finiscono per far precipitare tutto sui figli, con le conseguenze psicologiche per la loro crescita che si possono facilmente immaginare.
 Non può che far piacere allora l’arrivo in libreria di un volume come «Manuale del papà separato» che cerca di dare consigli su «come affrontare (e far superare ai figli) il trauma della separazione», firmato da Maurizio Quilici, giornalista da sempre impegnato dalla parte appunto dei figli e assieme dei padri. Anche questi ultimi, in tempi di crisi, come ci raccontano con amara ironia alcuni film e fiction, patiscono solitudine e crisi di dignità, conseguenza magari di richieste finanziarie di ex compagne che non tengono in alcun conto la dignità e il ruolo essenziale della figura paterna nello sviluppo della personalità e della sfera affettiva dei figli.  La separazione infatti è sempre un trauma, anche se esistono teorie che, in certe condizioni ideali, pensano non lo sia. Certo è che non ha necessariamente sempre conseguenze tragiche e questo dipende, secondo tutti gli esperti, principalmente dal grado di conflittualità dei genitori e dalla loro capacità di assumersi sino in fondo il ruolo genitoriale.  Sono circa centomila i bambini che ogni anno vedono un genitore, in genere il padre, allontanarsi e devono confrontarsi col senso di vuoto e di perdita, che porta al senso di colpa e fallimento. Sono problemi che, pur con la consapevolezza dell’adulto, finisce per dover affrontare anche il coniuge che se ne va e resta senza figli, ovvero li vede magari un weekend sì e uno no, che vuol dire la difficoltà ogni volta di riallacciare i rapporti, di ricrearae un’intimità. Allora il libro di Quilici, specializzato in Mediazione familiare e fondatore dell’Isp-Istituto di studi sulla patetrnità, rivolto ai papà ma che farebbero molto bene a leggere anche le mamme, diventa un utile strumento per razionalizzare quel che ci sta travolgendo e fare il punto con un minimo di distanza e obiettività, trovare una guida e una risposta ai tanti, affannosi interrogativi che si affollano in certi momenti.   Si va dalla scelta dell’avvocato a come dirlo ai figli, dai problemi sulla casa a quelli sulla scuola, dalle figure della madre e del padre, con attenzione a quando quest’ultimo rischia la marginalizzazione, per arrivare a una pagina finale col Decalogo del buon padre che, prima di tutto, non deve mai pensare di «non essere all’altezza».
Manuale del papà separato - Datanews, pag. 300, euro 15,00