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La legge del più forte, Fidenza ko

29 marzo 2013, 14:02

La legge del più forte, Fidenza ko

Marco Bernardini
Pioggia, fango e la battaglia di Piacenza ancora ben incisa nel fisico e nelle gambe. Eppure nel turno pre-pasquale il Fidenza non è andato così lontano dalla mezza impresa di strappare un punto (la spartizione della posta in palio manca proprio dalla gara d’andata in terra modenese) al rullo compressore Castelfranco, alla sesta vittoria consecutiva, e sarebbero state addirittura nove se un arbitraggio discutibile non li avesse penalizzati nel 2-2 in casa del Tuttocuoio, e sempre col pallottoliere a portata di mano (i 65 gol realizzati finora valgono, di gran lunga, la palma di miglior attacco del girone). Anche se, analizzando più nello specifico, gli ultimi tre di ieri, decisivi per espugnare il «Ballotta», sono figli di altrettanti gentili omaggi tra le fila bianconere, nell’ordine Bandaogo, Medioli, Urbano, in fondo anche ai migliori capita ogni tanto di sbagliare, sebbene nell’arco dell’incontro gli uomini di Chezzi, distacco invariato di tre lunghezze dai play-off, abbiano dimostrato di aver un quantitativo maggiore di benzina nel serbatoio, soluzioni più interessanti sul fronte offensivo e di esser superiori, soprattutto, in mezzo al campo.
In realtà, i padroni di casa erano stati parecchio bravi a limitare al massimo le bocche da fuoco avversarie, il temuto De Vecchis si è fatto notare più per il lavoro sporco che per situazioni pericolose sotto porta, e recuperare momentaneamente lo svantaggio immeritato maturato all’intervallo senza poi riuscire a trovare le necessarie contromisure per resistere al prevedibile ritorno di Selleri (da numero 10 non ha sprecato un passaggio e, ad un certo punto, si è spostato a sinistra sulla linea dei difensori) e soci. I quali, perlomeno in avvio, ci hanno messo un po’ a frenare l’intraprendenza del Fidenza che pur non facendo nulla di trascendentale reclama un rigore su Pessagno, trattenuto vigorosamente in area ha la colpa di lasciarsi cadere in maniera troppo plateale, ed alla mezz’ora costruisce una buona azione corale in contropiede conclusa con il debole rasoterra di Bovi, in ombra anche perché reduce da uno stato influenzale, a lato. Dalla sponda opposta, Medioli non si deve nemmeno impegnare più di tanto nell’allontanare di pugno un’insidiosa punizione tagliata da sinistra di Cortese e per bloccare a terra un tiro telefonato di De Vecchis dal limite. Poi, come spesso accade ultimamente, pochi attimi prima del rientro negli spogliatoi, il Fidenza è costretto a soccombere: Formato si accentra ed, approfittando di un maldestro scivolone di Bandaogo in netto vantaggio sulla palla, estrae dal cilindro una parabola imprendibile che toglie le ragnatele dal sette, prodezza balistica similare a quella siglata due settimane fa nell’altra porta da Floriano con la maglia della Pistoiese. Su un terreno di gioco ai limiti della praticabilità i bianconeri ripartono a testa bassa, rischiano in un paio di circostanze, De Vecchis, fuori dallo specchio, e Cortese, in bocca a Medioli, non infieriscono da posizione invitante ed in un sussulto d’orgoglio si riportano in parità grazie al primo centro stagionale di Davide Addona, che da un calcio piazzato di Urbano sulla trequarti colpisce il palo di testa poi si avventa sulla ribattuta e sospinge la sfera in fondo al sacco. Non casuale che il gol provenga dalle retrovie, in quanto, già detto delle difficoltà di Bovi, quasi mai in grado di saltare il diretto marcatore, l’isolato Camara viene stretto nella morsa del duo Tammaro-Antoniacci e Pessagno, uno dall’inserimento facile e frequente, non vive la sua giornata migliore.
Al pari, e questa è una novità, di Medioli che al 32’ si vede piegare goffamente le mani da una conclusione non irresistibile di Scarpa, non contrastato a dovere al limite dell’area. E nel generosissimo e confuso assalto finale, in cui tuttavia non si produrrà nulla di concreto, c’è spazio, invece, anche per il terzo errore individuale di un pomeriggio poco fortunato: stavolta lo commette Urbano, fino a quel momento tra i migliori dei suoi, che sbaglia il rilancio servendo inavvertitamente Selleri che si invola solitario verso la porta e fulmina Medioli in uscita. Il vantaggio di sette punti sulla zona play-out, dietro hanno perso, grosso modo, tutte le dirette concorrenti, è l’unico motivo per archiviare con un sorriso tirato la terza sconfitta in stecca.