Sei in Archivio

Provincia-Emilia

Zibello - Un bilancio ridotto all'osso: "Non possiamo fare investimenti"

30 marzo 2013, 00:06

 Approvato, dal Consiglio comunale di Zibello, con voti favorevoli della maggioranza ed astensione dell’opposizione, il bilancio di previsione 2013 con la conferma di tutte le tariffe e tributi, senza alcun aumento. 

Anzi, per andare incontro alle fasce più deboli, il Comune ha portato da 10 a 12 mila euro, la soglia di reddito di esenzione. In pratica tutti coloro che hanno un reddito fino a 12 mila euro non dovranno pagare l’Imposta sulle persone fisiche. 
Ma la situazione è tutt’altro che positiva. E’ quella, come spiegato sia dal sindaco Manuela Amadei che dall’assessore delegato Alberto Gnappi, di un bilancio ridotto all’osso. Lo dimostra il fatto che la sola opera pubblica prevista per quest’anno è la sistemazione della caserma dei carabinieri, a cui si aggiungono un po’ di manutenzioni stradali e nulla più. 
«Sono molto sconfortato – ha detto l’assessore Gnappi – perché sono dieci anni che mi occupo di bilancio e, alla fine, a causa dei provvedimenti statali, sono solo aumentate le competenze per la macchina comunale al punto da paralizzare quasi l’attività degli uffici. E, per contro, il Comune ha sempre meno possibilità di poter operare concretamente. A fronte di questa situazione abbiamo cercato di contenere il più possibile le spese e di andare incontro, in ogni modo, alle esigenze della gente. Lo dimostra il fatto che si è deciso questo piccolo aumento della soglia di esenzione Irpef. Ormai – ha proseguito – siamo ridotti all’osso, non abbiamo possibilità di effettuare investimenti e così ci si limita a mantenere il decoro del paese, a sistemare le strade che hanno maggiormente bisogno, evitando di ritoccare le tariffe». 
Dura anche il sindaco Amadei che ha sottolineato come «le normative statali, in questi anni, abbiano causato un generale impoverimento dei piccoli comuni come il nostro, portando solo imposizioni, costi e gravami, maggior impegno per l’attività degli uffici e sempre meno risorse. Ecco così che i piccoli Comuni come il nostro sono alla paralisi». 
E non ha usato mezzi termini, il primo cittadino, nel parlare di «provvedimenti incomprensibili, talvolta anche incostituzionali». 
L’assessore Gnappi ha anche chiesto alla minoranza il voto favorevole come «gesto di unione contro le normative che stanno portando i piccoli Comuni a scomparire». Ma dall’opposizione è arrivata l’astensione. 
Approvato anche il piano finanziario per l’applicazione della nuova ed ormai famosa Tares.
 «Si è adottato – ha detto il sindaco – il regolamento standard del ministero. Questo tributo porterà ad un aumento di circa il 30 per cento rispetto alla vecchia tassa rifiuti e, sono convinta che, a conti fatti, il Comune introiterà comunque meno rispetto al passato. Anche in questo caso si tratta di una imposizione del Governo e non certo di una scelta dei Comuni. Si tratta di un tributo ingiusto ed iniquo che va a penalizzare le famiglie ma soprattutto le aziende e le attività commerciali, con ricadute negative anche sui posti di lavoro. Anche questa – ha concluso – è una decisione assolutamente incomprensibile, oltre che iniqua, del governo Monti, sul quale speriamo venga scritta la parola fine al più presto». 
Lapidaria, dai banchi dell’opposizione, anche Marina Tuberti che ha rimarcato come «di tutto questo c’è da dire grazie a Monti».