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A singolar tenzone: Parma-Pescara

30 marzo 2013, 20:15

A singolar tenzone: Parma-Pescara

A cura di Pietro Razzini

Amauri-Bianchi Arce Il gol è qualcosa di unico, inserito prepotentemente nel suo repertorio, sicuramente non figlio della casualità. Ciò che Amauri regala al pubblico del Parma è una prestazione maiuscola. Un vero trascinatore, capace di difendere palla, far salire la squadra e trovare il guizzo fondamentale che chiude definitivamente il match. Biabiany e Sansone, oggi, sono due semplici comparse a confronto con l’italo-brasiliano, in uno strepitoso momento di forma.

Paletta-Abbruscato Trova la rete che regala sicurezza al Parma: Gabriel Paletta offre ai suoi tifosi una gioia offensiva, lui che proprio la scorsa stagione aveva abituato bene i parmigiani presenti al Tardini. Oltre alla solita prova gagliarda nella propria metà campo, questa volta, trova lo spunto vincente nell’area avversaria. Abbruscato non si dimostra un avversario capace di impensierirlo. Il tempismo con cui si spinge avanti è anche conseguenza della sicurezza che esprime in quello che è il suo abituale compito settimanale, a protezione di Mirante.

Benalouane-Sculli Benalouane è stato schierato a sorpresa: Rosi aveva i favori del pronostico per il ruolo di esterno destro difensivo. Il calciatore ripaga la fiducia di mister Donadoni scardinando la partita dopo meno di 20’di gioco. L’esperienza di Sculli potrebbe metterlo in difficoltà: in realtà Benalouane se la cava egregiamente, limitandolo negli spunti in velocità.

Marchionni-D’Agostino Il rischio era grande: l’esperienza di D’agostino nel ruolo contro un Marchionni neofita in quella zona del campo. In realtà, quello che nell’occasione è stato definito “il sostituto di Valdes” (ma che in realtà ha reso meglio dell’ultima versione del cileno), ha dato vita a una partita impeccabile. Bravo sia in fase di impostazione che in quella di copertura, Marchionni non fa rimpiangere il compagno e mette le basi per un possibile cambio di ruolo in questa fase di carriera. Da ala a interno di centrocampo a regista: l’evoluzione di un ottimo giocatore non ha fine.