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Economia

Cariparma - Maioli: il segreto? Gestire la banca senza pensare al breve termine

30 marzo 2013, 10:37

Cariparma - Maioli: il segreto? Gestire la banca senza pensare al breve termine

Aldo Tagliaferro

Non sono molti i banchieri che, di questi tempi, possono tenere tra le mani un bilancio in utile (il terzo risultato nel sistema italiano, 160 milioni di euro), con indici di redditività al top del mercato e ratios patrimoniali solidi. Ma nemmeno Giampiero Maioli, amministratore delegato di Cariparma Crédit Agricole, guardando i numeri dell'esercizio 2012 resi noti ieri può dimenticare che il contesto economico è di quelli da far tremare i polsi: l'Italia è in piena recessione e senza un governo, gli allarmi si rincorrono quotidianamente, un giorno l'Ocse, un altro Bankitalia, un altro ancora le agenzie di rating. Eppure in questo quadro a tinte fosche Cariparma fa utili, aumenta gli impieghi e la raccolta. Il segreto?

«Uno solo - replica Maioli - ovvero gestire la banca senza pensare al breve termine. Questo è il vero punto strategico. E si fonda su tre principi: primo, il patrimonio, che non si accresce solo con gli utili non distribuiti ma anche tramite la solidità degli azionisti che hanno sempre investito nel progetto; il secondo pilastro è la liquidità: da sempre abbiamo privilegiato il mantenimento di quote di mercato sulla raccolta, resa stabile dalle nostre obbligazioni, ancora oggi abbiamo quasi 3 miliardi di liquidità disponibile; terzo punto:  la sana gestione, dunque non abbiamo rischi di controparte, non investiamo in titoli speculativi, ma soprattutto penso al modo in cui facciamo credito. Perché è vero che la crisi è degenerata e ha creato una gran quantità di perdite su crediti, ma noi abbiamo l'1,7% netto di sofferenze sugli attivi contro una media del sistema del 3,5%. Non possiamo dire di essere contenti di come vanno le cose oggi, però abbiamo cercato di fare una gestione sana. I due terzi dei nostri 35 miliardi di impieghi sono rappresentati da prestiti alle famiglie, con cui ci si mette più tempo a fare i grandi numeri, ma c'è minore rischiosità..........................L'intervista sulla Gazzetta di Parma in edicola