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Spettacoli

Film recensioni - Il cacciatore di giganti

30 marzo 2013, 21:07

Film recensioni - Il cacciatore di giganti

Lara Ampollini

Un film come «I soliti sospetti» nel curriculum poteva far pensare che Bryan Singer, con questa riedizione della fiaba popolare di «Jack e i fagioli magici», avrebbe architettato doppie, triple letture, trabocchetti di senso, spiazzamenti dello spettatore. Non è andata così. Come un tempo nei film per ragazzi (e come sono a tratti anche i primi due «X-Men», sempre di Singer) qui si fa dell’avventura per l’avventura. Di materiale ce n’è tanto: il giovane contadino che salva la principessa dall’invasione dei giganti, richiamati sulla terra dall’aver scelleratamente trafugato fagioli magici capaci di far crescere una pianta infinita che arriva fino al regno dei mostri, già sconfitti in un lontano passato dal mitico Re Erik. Giganti rocciosi, simpaticamente sporcaccioni, che mangiano uomini come patatine. E invidiano il loro bel reame fertile e ordinato, sognando di conquistarlo definitivamente. In una catena di scene che sembrano illustrazioni di un libro di fiabe di un tempo, si spiega come non ci riusciranno e come il bene trionferà.  Favolone colorato e spensierato, buonista e democratico (la principessa che snobba i privilegi di casta), il "tale" di Singer enfatizza il gusto del racconto, del "c’era una volta" come del "si dice". Dai racconti per bambini alle credenze popolari, in fondo le favole, come il cinema, sono ciò in cui, da bambini ma anche da adulti, vogliamo credere per vedere il nostro mondo sotto una luce migliore. Peccato che l’interessante (non solo commercialmente) sovrapposizione di pubblico infantile ed adulto riesca solo a metà, appiattendosi su un unico strato di materia narrativa genericamente "per tutti". Senza ammiccamenti a letture più profonde dell’animo umano (come ad esempio in "Biancaneve e il cacciatore" o in "Il grande e potente Oz"), né l’ombra di ironia. Un protagonista gnoccolone oltre quanto richiede il suo ruolo di ingenuo contadino e una principessa scialba ( la Xenya di "Educazione siberiana") non aiutano, nonostante i comprimari di lusso, il meglio dei set inglesi. Infine il 3D, antica questione. Inutile il peso degli occhialoni per poche non memorabili scene, anche l’animazione ha qualche difetto. Le parti in computer grafica e quelle reali restano due mondi separati. E non basta a giustificare la pecca la distanza tra mondo leggendario dei giganti e realtà.

Giudizio: 2/5

SCHEDA
REGIA:  BRYAN SINGER
SCENEGGIATURA:  DARREN LEMKE, CHRISTOPHER MCQUARRIE, DAN STUDNEY
INTERPRETI:  NICHOLAS HOULT, ELEANOR TOMLINSON, STANLEY TUCCI, EWAN MCGREGOR, IAN MCSHANE
GENERE:  FANTASTICO
Usa 2013, colore, 1 h e 54'
DOVE: THE SPACE BARILLA, CAMPUS