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Provincia-Emilia

Fornovo - En.For., dibattito dai toni accesi

30 marzo 2013, 21:50

Fornovo - En.For., dibattito dai toni accesi

Donatella Canali

FORNOVO - L’incontro pubblico sul tema En.For organizzato da «Fornovo il tuo paese» e Johann Marzani del gruppo «Il Ponte» ha raccolto una notevole partecipazione di pubblico.
«Convitato di pietra» dell’incontro, come sottolineato dagli interventi degli organizzatori, l’Amministrazione comunale, che aveva motivato la sua assenza anche attraverso manifesti affissi in paese. Dalle considerazioni sulla sedia vuota tra i relatori, destinata al sindaco, è iniziata la serata, moderata da Daniele Varesi, che ha dapprima riassunto la vicenda, ricordando la proposte alternative indicate da Ivan Paletti, sul modello di Montechiarugolo, denigrate, secondo il gruppo, dalla maggioranza. Paletti ha ripercorso l’iter della società per arrivare alla condizione attuale: «E’ una società che spende e non guadagna, perde tempo e soldi e non cammina sulle sue gambe, come vuole farci credere la maggioranza; per l’operazione si sono utilizzati soldi pubblici per la ricapitalizzazione ed è il Comune, cioè i cittadini fornovesi, che si è fatto garante del finanziamento di 260 mila euro di mutuo».
«Per questo la Corte dei conti chiede la documentazione per il debito fuori bilancio. Mentre gli altri Comuni - ha proseguito Paletti - installano pannelli fotovoltaici e ricavano soldi noi siamo gli unici a ritrovarci una società che, dopo tre bilanci in perdita, dovrà chiudere, dove il controllore è il controllato, dove il ruolo dell’amministratore delegato è incompatibile con quello di assessore».
Andrea Massari, in qualità di esperto del settore energie rinnovabili, ha fornito un parere strettamente tecnico: «Gli introiti del fotovoltaico sono suddivisi in due parti: il contributo statale, che non varia, ed conto energia che si abbassa progressivamente. En.For è una società che usufruisce dei benefici economici di oggi, avendo però acquisito i pannelli al prezzo del passato, doppio rispetto all’attuale, tenendo il suo capitale fermo per due anni. Rientra nel conto energia che assicura 12,700 euro l’anno. Non solo: essendo una società partecipata di un Comune entro i 30 mila abitanti dovrà presumibilmente pagare anche l’Imu».
Anche dei cittadini e altri rappresentati di «Fornovo il tuo paese» sono intervenuti al dibattito. «Questa - ha esordito Guido Gonzi - è la peggiore amministrazione del dopoguerra. Sulle tante questioni di questa società segnalo che per la selezione dei collaboratori-consulenti il Comune non ha indetto nessuna gara, fregandosene della legislazione sulle società pubbliche. Inoltre non possono venirci a dire che il conto energia, per colpa di non si sa chi, di un complotto, si è inaspettatamente abbassato. La legge era chiara fin dall’inizio: chi arrivava dopo incassava meno e andava previsto».
Marzani ha ribadito le richieste già fatte agli amministratori, sottolineando come le aziende fornovesi, in attesa che En.For partisse, in questi anni non hanno affittato i loro tetti per il fotovoltaico, perdendo occasioni. «Chiediamo che la società venga chiusa - ha detto Marzani - per uscire con il minor danno possibile, con un atto di responsabilità da parte degli amministratori. Non devono rimetterci i cittadini. Hanno sbagliato i consulenti, ci dicono. Sbagliano spesso le scelte i nostri amministratori, visto che anche all’ufficio tecnico sono ruotati quattro diversi responsabili in quattro anni».