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Arte-Cultura

Natura, incantesimo sacro

30 marzo 2013, 17:46

Natura, incantesimo sacro

Giancarlo Baroni

«L’ultimo punto del cerchio» è un’antologia che raccoglie liriche e versi significativi della scrittrice parmigiana Laura Puglia, è un efficace ed esauriente resoconto della sua attività poetica. Il libro si apre con una meditata scelta della sua prima raccolta, «La casa gialla» (1988), e si conclude con un’ampia selezione di testi tratti da «Conoscevo un fiume» (2010). Scrive Eugenio Rebecchi nella Prefazione: «Insieme a Laura, abbiamo pensato di raccogliere i segni del suo lungo percorso creativo e di riunire, così, i tanti momenti che hanno sottolineato le pubblicazioni succedutesi negli anni. Ne è nato questo volume, ponderoso rispetto alle agili plaquette di un tempo, come a voler circoscrivere il cammino fatto sin qui, quasi a significare, non un punto di arrivo, ma una ricapitolazione del lavoro svolto, della fatica intrapresa, dell’impegno letterario sostenuto». Il «cerchio» del titolo non si riferisce ad una circolarità che procede ritornando verso le origini, ma allude da una parte alla struttura solida, coesa e cristallina che regge la sua scrittura  anche quando si affida a linee sinuose e sfuggenti, e dall’altra parte allude alla posizione di rilievo che la matematica occupa nella vita e nei versi dell’autrice che questa materia ha insegnato per anni: «Globale / in tutte le lingue / sulla carta / a quadretti / il numero / gioca / profondo / nascosto / dietro le quinte». Nelle centosessanta pagine del libro, l’argomento centrale è comunque la natura, visitata, cantata, ammirata nella sua generosa bellezza: «...Vorrei comunicare con lei [la magnolia] / dirle il mio stupore / per il candore austero / del suo fogliame la lucentezza / a specchio delle sue mani il profumo / unico dei suoi fiori». Se manteniamo occhi e sensi liberi per osservare e guardarci intorno, per cogliere suoni e profumi, ogni passeggiata nel verde ci offre incontri inattesi diventando un’esperienza coinvolgente che seduce: «Escono a febbraio / dai muri dalle radici /agli angoli delle siepi / i fiori – squillo / gialli / ironici acuti / esplodono a squarciagola». Il paesaggio e l’ambiente però risultano sempre più deturpati, avviliti e feriti da interventi umani che poco si interessano della limpidezza dei fiumi, della purezza dell’aria, dell’usignolo, della rondine, della farfalla e della lucciola: «Hanno venduto una piazza / e il prato delle altalene / è già cantiere. / Poi venderanno il sottosuolo / metro dopo metro. / E venderanno la luce. / E sarà la tenebra». Laura Puglia però non si rassegna né si arrende. Consapevole che i conti non tornano e che resta «tanto da fare ancora», denuncia, senza toni esasperati ma con ostinazione, gli scempi, i veleni, le mutazioni dannose e le estinzioni: «Gli animali hanno nomi – radice / suoni di corteccia / di ramo spezzato. / Erano protetti dal bosco / (il rosso del becco / la coda fluttuante, il ciuffo). / Ne restano pochi / e di colore spento / nero fumo, grigio asfalto».

L’ultimo punto del cerchio
Blu di Prussia, pag. 161, euro 13,00