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Provincia-Emilia

Il cardinale Caffarra ai bolognesi: "Attraverso la porta della fede entriamo in una vita nuova"

31 marzo 2013, 19:51

Il cardinale Caffarra ai bolognesi:

«Il mio desiderio più profondo è che usciate da questa celebrazione guariti completamente da quell'avvilimento del cuore, che rende così tristi i nostri giorni. Non è una pia esortazione la mia; la solita "pacca sulla spalla" per incoraggiare in modo vacuo una persona. Conosco bene le difficoltà in cui oggi versiamo. Ma vi dico: Cristo risorto ha introdotto la nostra realtà umana in una dimensione che vince e va ben oltre quella che abbiamo sotto gli occhi. Attraverso la porta delle fede entriamo in una vita nuova». Così l’arcivescovo di Bologna (originario di Fidenza) Carlo Caffarra ha concluso l’omelia della messa di Pasqua celebrata nel pomeriggio nella cattedrale di San Pietro.

In mattinata il cardinale ha invece officiato il rito nel carcere della Dozza. «La resurrezione del Signore - ha commentato ai microfoni Tgr Rai - impedisce all’uomo prima di tutto di morire dentro, soprattutto quelle persone che come loro hanno attraversato situazioni di buio, di grande tribolazione interiore».

«Chi incontra il Signore risorto - ha aggiunto poi Caffarra nella Messa pomeridiana - diventa capace di "pulire" la creazione, e di riportarla alla sua originaria bellezza, liberandola dalla corruzione, dalla vanità e dalla caducità del peccato, indotte in essa dall’umanità peccatrice. Le "cose di lassù, cioè la Signoria di Cristo risorto, entrano dentro le "cose di quaggiù" e le riportano alla loro bellezza e verità, ad iniziare dalle persone umane».

«Vi sto raccontando una favola? Sono un individuo appartenente ad una specie in estinzione, cioè un utopista? No, cari amici! Dentro alla storia umana - ha rilevato Caffarra nell’omelia - Gesù risorto ha inserito una nuova energia, la forza della misericordia di Dio che rinnova la persona umana, ed attraverso uomini e donne rinnovate, cambia la nostra abitazione terrena. Con Gesù risorto comincia ad avviarsi un vero e proprio cambiamento radicale della realtà, perchè chi crede in Lui, è trasformato dalla sua Presenza. Diventa perfino capace di far risplendere la nuova creazione nei luoghi più oscuri: Massimiliano Kolbe in un campo di sterminio; Teresa di Calcutta vicina ai più disperati dei disperati; Teresa del Bambino Gesù, fragile ragazza che nella solitudine del Carmelo prende su di sè l’immane tragedia dell’incredulità moderna».

«Chi crede nella risurrezione di Gesù, chi "è risorto con Cristo", non si lascia più ipnotizzare - ha sottolineato Caffarra - dalla realtà di cui i nostri sensi ci rendono testimonianza, come fosse l’unica. Egli è certo e vive di una realtà ben più consistente, ed incrollabile: la realtà della Presenza di Cristo risorto che ricostruisce le nostre macerie. La risurrezione di Gesù quindi ci dà il diritto e la capacità di sperare anche nelle condizioni più disperate, poiché essa denota una Presenza in atto, che cambia le nostre giornate».

(foto d'archivio)