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Strajè-Stranieri

La festa che converte: 11 nuovi cattolici

01 aprile 2013, 22:44

La festa che converte: 11 nuovi cattolici

Luca Molinari

Da musulmana a cristiana. Elvana ha 28 anni, è albanese e da quasi un decennio vive a Parma. Ieri  sera, durante la veglia pasquale in Duomo, ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima e comunione) dal vescovo Enrico Solmi assieme ad altri dieci catecumeni adulti. Con loro anche la piccola Luena, di 5 anni, che è stata soltanto battezzata.
«Desidero diventare cristiana fin da quando vivevo in Albania con i miei familiari, tutti musulmani - spiega Elvana -. Avevo soltanto tredici anni quando ho sentito il desiderio di diventare cattolica». La giovane è sempre rimasta colpita dal fatto «che ogni cristiano – prosegue - possa avere un rapporto diretto con Dio». «Mi piace tantissimo pregare - continua Elvana - perché hai l’impressione di parlare direttamente con Gesù. Rispetto chi crede nella fede musulmana, una religione per tanti aspetti diversa dal cristianesimo».
Elvana è la zia di quattro giovani sorelle albanesi - Jusildia, Anxhela, Buirma e Luena, rispettivamente di 14, 18, 20 e 5 anni - che ieri sera hanno anch’esse abbracciato la religione cattolica. Il loro cammino però è profondamente diverso da quello della loro parente ventottenne. «Tutto è nato da un viaggio di volontariato che abbiamo compiuto in una delle case per i poveri gestite dalle suore di Madre Teresa - raccontano le tre sorelle più grandi -.  Stando al fianco delle sorelle, osservando i loro comportamenti, abbiamo compreso la bellezza di questa religione. La cosa che più ci piace è che ogni persona può incontrare Gesù in un modo particolare e diverso dagli altri. Siamo molto felici di diventare cattoliche». La maggior parte dei catecumeni sono persone di origine straniera che hanno compiuto percorsi di fede molto diversi tra loro. Geneviève è una donna della Costa d’Avorio. Vive a Parma da cinque anni ed è pronta a «percorrere la via che mi indicherà il Signore, alla luce della Parola di Dio». Anche Marin Joel è della Costa d’Avorio ed è felicissimo di diventare cristiano «al pari dei miei genitori». Francesco è il compagno di Krizia. I due hanno deciso di sposarsi in chiesa e lui, pur avendo già ricevuto i sacramenti, ha accompagnato passo dopo passo la futura moglie in questa esperienza. «Abbiamo deciso di sposarci davanti a Dio - spiega -: Krizia è credente, ma non ha mai ricevuto i sacramenti. Così ho deciso di compiere con lei questo cammino che ci porterà a sposarci in estate». Una trentunenne dell’Est è rimasta invece folgorata dalla testimonianza di alcuni frati francescani, rimasti a Parma per qualche settimana negli anni passati, con la missione di evangelizzare i giovani. «Li ho seguiti in tutti gli appuntamenti in città - ricorda - e da quel momento non mi sono più allontanata dalla chiesa cattolica. Ero atea, ma dopo la loro testimonianza è nato qualcosa dentro al mio cuore che fatico a spiegare a parole».
Tutti questi uomini e donne hanno deciso di dire «sì» alla fede cristiana dopo un cammino diviso in varie tappe e guidato, tra gli altri, dall’ex vicario generale monsignor Giulio Ranieri, delegato del vescovo per il Servizio diocesano al catecumenato. Durante la veglia, composta di diversi momenti, tra cui la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale, dopo la liturgia della parola e l’omelia in Cattedrale, i catecumeni si sono recati in processione assieme agli altri fedeli in Battistero, dove hanno ricevuto il battesimo e la cresima dal vescovo. La celebrazione è quindi proseguita in Duomo, dove hanno partecipato per la prima volta alla comunione.