Sei in Archivio

Parma

"Ma che degrado in piazza della Pace"

03 aprile 2013, 00:03

Quali sono i tesori sconosciuti della città? Quali sono le parti più trascurate? E cosa si potrebbero fare, con poca spesa, per far migliorare il turismo nella città? Lo abbiamo chiesto alle guide turistiche.

 Fra le meraviglie meno note, anche agli stessi parmigiani, c’è la biblioteca monumentale del monastero di San Giovanni evangelista, spettacolare, interamente affrescata, in cui c’è un dipinto cinquecentesco che raffigura il duca Alessandro Farnese nella battaglia di Lepanto, con la bandiera che porta i colori di Parma. 
L’apertura ai turisti della biblioteca dipende dalla presenza o meno di una signora volontaria. Sempre all’interno dell’abbazia benedettina, c’è il refettorio, con il dipinto dell’ultima cena di Girolamo Bedoli Mazzola, e i chiostri, un’oasi di Pace all’interno della città. 
All’uscita del monastero, in vicolo del Correggio, sui muri di un’abitazione è dipinta un’aquila, simbolo di San Giovanni evangelista, attribuita a Correggio, «tanti passano da qui senza alzare gli occhi, e non sanno che esista» spiegano le guide. Così come non tutti conoscono il chiostro interno al Giardino di San Paolo, accanto alla biblioteca Alpi, invece, una meraviglia chiusa al pubblico, da restaurare. 
«Ci sono tanti tesori poco noti, come Santa Maria del quartiere, chiesa esagonale, esempio di architettura farnesiana, rivoluzionaria, o come il Chiostro dell’Annunciata, aperto dai frati francescani anche ai turisti» spiega Melanie Schoonhoven, presidente dell’associazione Guide turistiche di Parma e Provincia. «Il turismo non è purtroppo considerato una priorità. Ci sono tanti episodi di inciviltà e disattenzione. Dico questo per amore e frustrazione, a vedere ogni giorno come viene trattata città che mi ha adottato e che io adoro», dice Melanie, che individua nella Pilotta il problema principale: «Il tragitto che ci porta verso il centro città è veramente desolante. Palazzo della Pilotta ha il suo charme particolare ed è, naturalmente, per noi il biglietto da visita alla città, ma il passaggio attraverso piazza della Pace è imbarazzante; sporco, puzzolente, non curato. Il monumento a Verdi, punto fondamentale per giapponesi e francesi, riversa in uno stato di abbandono e il terreno attorno dopo la pioggia è un manto di fango».  
Qualche segnale positivo c’è: «La sovrintendente Mariella Utili, qui da tre mesi, ha messo una vetrata sulla scalinata, per togliere i piccioni, è un grande miglioramento. E sono appena stati inaugurati nuovi cartelli e striscioni per segnalare la Pilotta ai turisti». 
«I turisti si lamentano – continua Melanie - per la mancanza di bookshop e caffé in Palazzo della Pilotta e per la mancanza di punti sosta lungo i vari tragitti.  Non ci si può sedere mai per ascoltare spiegazioni e godersi la vista. Cosa si potrebbe fare? Pulire e tenere in ordine piazzale della Pace. Darlo in gestione ad un gruppo di cittadini volontari che potrebbero indicare ai giovani che ci sono cestini per i loro rifiuti. Non si vede mai un vigile da queste parti. Bisogna in qualche modo istillare nei giovani rispetto ed orgoglio nei spazi comuni».e. g.
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA