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Italia-Mondo

Bersani: "Sul Quirinale serve ampia convergenza" Alfano: "Se lo stallo continua votiamo a giugno"

02 aprile 2013, 19:58

Bersani:

Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani esclude la possibilità di un ritorno a un governo di larghe intese. Per la scelta del nuovo Capo dello Stato però serve «una larghissima convergenza». Bersani si dice pronto ad incontrare Silvio Berlusconi in una sede istituzionale.
In conferenza stampa, Bersani spiega che un “governissimo” «sarebbe un governo immobile, la politica in una zattera sempre più piccola in un mare molto agitato. Con Berlusconi abbiamo già un’esperienza alle spalle, il governo Monti e abbiamo già visto l’impasse».
«All’inizio delle consultazioni - ha spiegato Bersani - ho lavorato sulla scorta delle decisioni approvate dalla Direzione e partendo dalle condizioni reali del Paese. Ho una profonda preoccupazione per le condizioni del Paese, che chiede una guida ma ha bisogno di fiducia e di un segnale di cambiamento. Per me non c'è governo senza cambiamento e la situazione parlamentare è evidente: il Pd ha avuto un’ampia maggioranza alla Camera e una maggioranza seppur relativa al Senato. Siamo il primo partito e dobbiamo avanzare una proposta utile al Paese che garantisca governabilità, cambiamento e corresponsabilità tra le forze politiche e parlamentari». Secondo il segretario Pd, spetta a chi ha la maggioranza «il ruolo di fare in modo che in Parlamento si avvii un governo per avviare la legislatura e affrontare le cose essenziali da fare sul fronte sociale».
Rispondendo ai cronisti,  Bersani aggiunge che un incontro con Berlusconi potrebbe avvenire: «Certo non ad Arcore o a Palazzo Grazioli ma certo che sono pronto a incontrare Berlusconi».

Il segretario del Pd sottolinea che il suo tentativo di formare un esecutivo non è stato inutile e accusa il Movimento 5 Stelle di disimpegno. «Il presidente della Repubblica - aggiunge - ha fatto quello che doveva e poteva fare: garantire all’Europa e all’Italia una continuità istituzionale». I saggi devono contribuire a trovare una soluzione ma, sottolinea Bersani, la sua proposta resta e «ci sono, non vado al mare».
Quanto all'ipotesi di nuove elezioni, Bersani spiega: «Io la considero un’ipotesi disastrosa, così come gran parte del Parlamento. Purtroppo l'incrocio con il semestre bianco è stato un’ulteriore difficoltà perché può lasciare spazio a tatticismi».

ALFANO RISPONDE PICCHE: «SE LO STALLO CONTINUA, ELEZIONI A GIUGNO». «Se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo», ha risposto il segretario del Pdl Angelino Alfano.
«Ho ascoltato l’onorevole Pierluigi Bersani con doverosa attenzione - continua Alfano - e anche con la viva speranza di sentire una parola nuova, un cenno di buon senso, una ragionevole disponibilità a farsi carico delle esigenze del Paese, a partire dal rilancio dell’economia e dall’ormai indifferibile alleggerimento fiscale per le famiglie e le imprese. E invece, devo dire con grande rammarico, ho ascoltato oggi le stesse parole ostinate, chiuse, fuori dalla realtà dei numeri del Parlamento, che l’onorevole Bersani ripete da 36 giorni, cioè dalla chiusura delle urne, tempo che la sinistra ha usato solo per occupare le Presidenze delle Camere (come ora spera di fare anche per la Presidenza della Repubblica), per impedire ogni dialogo nella direzione della governabilità, e per proporre inutili commissioni per riforme che il Pd ha sempre osteggiato. Per parte mia, ancora una volta, ribadisco una disponibilità a collaborare nell’interesse dell’Italia. Ma se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo. E ovviamente, se questo stallo prosegue perchè il Pd pensa più alla fazione che alla Nazione, c'è solo la strada delle urne già a giugno prossimo. Nel nostro ordinamento costituzionale, il Parlamento ha il dovere di esprimere una maggioranza e un Governo. Se non lo fa, la parola deve tornare agli elettori. Non ci sono altre vie. E il Paese, giustamente, non comprenderebbe e non accetterebbe altre perdite di tempo».