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Frutta e verdura in via Emilia Est da più di 70 anni

03 aprile 2013, 01:02

Frutta e verdura in via Emilia Est da più di 70 anni

SAN LAZZARO

Chiara Pozzati
Una vita fra primizie prelibate e verdure di stagione. Una saga (quasi) tutta al femminile quella delle fruttivendole di via Emilia Est, da più di 70 anni in quartiere San Lazzaro. Dal carretto della bisnonna Nisè, al grazioso negozio di mamma Ines Formaleoni e delle sue ragazze, Mara e Manuela Zurlini. Ecco la storia in rosa che rende orgoglioso un quartiere intero. 
Sono proprio Mara e Manuela, al timone dell’attività, che oggi accolgono sorridenti fra pompelmi extralarge e mele nostrane che stuzzicano gli occhi e il palato. E anche se Ines è andata ufficialmente in pensione la settimana scorsa tutti sanno che la rivedranno presto: «Giusto per qualche consiglio alle ragazze», e strizza l’occhio sorridente. «E’ stata nonna Nisè a iniziare col carretto all’angolo con via Paisiello – raccontano con un pizzico d’orgoglio le sue figlie, Mara e Manuela -. Era il 1940 e lei aveva intraprendenza e stoffa da vendere». 
Già, la stessa che s’intravede negli occhi delle nipoti che lavorano senza sosta. «Ha portato avanti l’attività durante la guerra – proseguono - ha avuto la forza di tenere duro anche dopo la cattura del figlio Ugo, prigioniero in Inghilterra». Quando il figlio è tornato («siamo negli anni ’50») ha deciso di entrare anche lui nella «casa della frutta». «Era un uomo intraprendente e libero – raccontano ancora le fruttivendole -. Nonostante avesse conseguito la licenza media – era raro allora – ha preferito all’impiego in ufficio la vita tra frutta e verdura. Ugo, insieme alla moglie Irma, ha acquistato il negozio al civico 26 – lo stesso di oggi – e ha sostituito al carretto un furgone per offrire un duplice servizio di vendita di frutta e verdura». 
Tutto questo, naturalmente, sempre entro i confini di San Lazzaro. Nel 1972, Ines Formaleoni, la figlia di Ugo, è subentrata nel negozio. Poi sono arrivate le figlie, Mara e Manuela, appunto, fiere di proseguire in quest’attività a conduzione familiare. In barba a orari massacranti, temperature non proprio morbide e alle sforbiciate della crisi, le due donne – conosciutissime in quartiere – continuano ad accogliere col sorriso. «Ogni mattina la sveglia suona alle 4 per essere alle cinque ai mercati», aggiungono le signore dell’ortofrutta. E confidano: «Questo è il mestiere più bello del mondo. Sicuramente è molto duro, ma è altrettanto ricco di soddisfazioni». Le parole chiave delle sorelle sono: qualità, disponibilità e accoglienza. «Proprio in linea con la gente perbene che popola da sempre via Emilia Est».