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Parma

Certificazioni energetiche: Parma quinta in regione. Ma la classe A resta lontana

03 aprile 2013, 17:42

Certificazioni energetiche: Parma quinta in regione. Ma la classe A resta lontana

Da fine 2008, anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, a fine 2012, sono 23.854 gli attestati rilasciati nella provincia di Parma (pari all’8,9% sul totale), il che colloca la provincia al quinto posto nella classifica regionale. L’obiettivo di avere un parco immobiliare altamente efficiente è però ancora lontano, dato che il 47,3% degli edifici è stato classificato come poco performante (classi G e F), mentre solo il 10% degli edifici certificati nella provincia rientra nelle categorie ad alte prestazioni per quanto riguarda i consumi (ovvero A+, A e B): un risultato, quest’ultimo, che seppur basso risulta superiore alla media regionale che è dell’8%. Questi i dati elaborati da Senaf in occasione di Proenergy+ - l’evento professionale dedicato all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili che si terrà a PadovaFiere dall’11 al 13 aprile - su base dei dati forniti dall’Ufficio Energia della Regione Emilia Romagna.  

Tornando ai dati, risulta piuttosto evidente che a Parma gli edifici non possano dirsi ‘risparmiosi’. Ben il 33% degli immobili per cui è stata rilasciata la certificazione risulta essere registrato in classe G, e il 14,3% in classe F: un dato che, per quanto negativo, permette però alla provincia di ‘fare meglio’ rispetto a Ferrara (la provincia con il risultato peggiore in Regione), Modena, Bologna, Piacenza e Reggio Emilia.
Guardando alle certificazioni ottenute per edifici altamente performanti, a Parma solo il 7,4% degli immobili ha ottenuto la certificazione energetica classe B, il 2% ha ottenuto quella classe A e un piccolissimo 0,6% quella A+. Un dato che proviene in gran parte dalle ‘nuove costruzioni’, e che evidenzia perciò la necessità di puntare maggiormente su politiche che incentivino la riqualificazione energetica sul patrimonio già esistente; il risultato è comunque superiore alla media regionale: in Emilia Romagna è il 6,1% degli edifici certificati ad avere la classe B, mentre solo l’1,6% come A e lo 0,32% è stato certificato come classe A+. In Regione, però, Rimini (la provincia con il risultato regionale migliore) e Forlì-Cesena ‘fanno meglio’ di Parma.
 
Analizzando, invece, la provenienza delle domande si vede che, a Parma, la maggior parte di quelle concesse, proviene dal segmento del residenziale (88,3%), mentre il restante 11,7% dal non residenziale.
Contenuta nel decreto ministeriale del giugno 2009, a sua volta recepimento di disposizioni europee del 2002, la certificazione energetica attesta il rendimento energetico di un edificio, cioè il fabbisogno annuo di energia necessaria per soddisfare i servizi di climatizzazione invernale ed estiva, il riscaldamento dell'acqua per uso domestico, la ventilazione e l’illuminazione. A partire dal 1° gennaio 2012, essa è obbligatoria non solo per gli edifici di nuova costruzione e nei casi di ristrutturazione, ma anche nel caso in cui un immobile (o una sua parte) venga messo in vendita o dato in locazione: un obbligo ancora poco recepito in Italia, se si considera che, come affermano alcune recenti rilevazioni, sono in regola solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto. In Emilia Romagna la certificazione di un edificio all’interno di una classe è fissata all’interno di un decreto regionale del 2008 che stabilisce i seguenti limiti di consumo: un edificio sarà in classe A+ se consuma un massimo di 25 kWh/anno, in classe A se il consumo è compreso tra i 25 kWh/anno e i 40 kWh/anno, in classe B se il consumo oscilla tra i 40 kWh/anno e i 60 kWh/anno, in classe C se tra i 60 kWh/anno e gli 90 kWh/anno, in classe D se tra gli 90 kWh/anno e i 130 kWh/anno, in classe E se tra i 130 kWh/anno e i 170 kWh/anno, in classe F se tra i 170 kWh/anno e i 210 kWh/anno, mentre in classe G se consuma più di 210 kWh/anno.  
 
Per rendere più efficiente un edificio e farlo ‘passare’ ad una classe energetica più performante, è necessario perciò ridurne i consumi, migliorando la resa degli impianti, coibentando pareti e tetti, scegliendo le tecnologie più efficienti, ma soprattutto studiando la migliore integrazione tra impianto ed involucro. Proprio queste tematiche saranno al centro di Proenergy+ e del ricco programma di iniziative speciali e convegni in calendario, che permetterà agli operatori di aggiornarsi sulle novità tecnologiche e legislative. L’aspetto formativo ha, infatti, una forte rilevanza all’interno della manifestazione: particolarmente interessanti in questo senso sono le Piazze dell’Eccellenza, in cui l’aggiornamento si declina in incontri a ciclo continuo, che vanno a comporre un programma di assoluto livello sui temi delle tecnologie ad alta efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e dell’evoluzione dell’involucro edilizio. In Come si installa/Come si usa verranno realizzate prove pratiche per esemplificare come si installano e come si usano in modo ottimale i prodotti e le tecnologie per la resa energetica degli edifici, mentre nell’Arena Progettazione Integrata, attraverso le best practice, si sottolineeranno i prossimi sviluppi nell’interazione tra i componenti di involucro evoluto, impianti tecnici ed energie rinnovabili.