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Spettacoli

La chitarra di Sharon Isbin tra Trobadours e Aranjuez

03 aprile 2013, 21:13

La chitarra di Sharon Isbin tra Trobadours e Aranjuez

Sharon Isbin torna protagonista a Parma. La chitarrista classica americana, applaudita quattro anni fa in un concerto memorabile diretto da Tan Dun, sarà di nuovo solista accanto alla Filarmonica Arturo Toscanini nel prossimo appuntamento di Nuove Atmosfere all’Auditorium Paganini di Parma in programma venerdì alle 20,30 (per gli abbonati alla rassegna) e in replica sabato alla stessa ora per il turno Smart. Per la prima volta sul podio della Filarmonica Toscanini salirà  Michal Nesterowicz, attualmente direttore musicale dell’Orquestra Sinfónica de Tenerife.
Artista di grande sensibilità e unica donna ai vertici del chitarrismo internazionale, Sharon Isbin è dedicataria di tantissime composizioni per chitarra scritte dai maggiori compositori di oggi. Quattro anni fa eseguì a Parma in prima europea il concerto per chitarra e orchestra composto dallo stesso Tan Dun. Questa volta interpreterà in prima italiana «Troubadours Variazioni per chitarra e orchestra da camera», primo lavoro per chitarra classica di John Corigliano, composto appositamente per la Isbin. Troubadours è noto anche per essere uno dei brani pubblicati nel cd Emi «American Landscapes», insieme ai concerti di Lukas Foss e Joseph Schwantner, portato nello spazio dagli astronauti dello shuttle Atlantis e donato ai colleghi russi della Mir nello storico rendezvous del 1995.
La Isbin eseguirà anche  il celeberrimo «Concierto de Aranjuez» di Joachin Rodrigo, un brano per chitarra e orchestra composto nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della seconda guerra mondiale e ispirato ai giardini di Palazzo Reale di Aranjuez, alle porte di Madrid. Il tema principale di questa composizione è molto famoso anche al pubblico non specializzato, essendo stato ripreso e reinterpretato da molti autori: tra gli italiani ricordiamo Fabrizio De Andrè nella canzone «Caro amore».
Nesterowicz guiderà la Filarmonica Toscanini in altri due brani sinfonici di rara esecuzione. Apre la serata la Suite di «Carmen» per orchestra d’archi e percussioni di Rodion Shchedrin, musica per balletto ispirata all’omonima opera di Georges Bizet. Fu composta nel 1967 su desiderio della moglie di Shchedrin, Maja Plisetskaja, e dopo che Šostakovic e Khachaturian ne avevano rifiutato il progetto.
In chiusura la prima delle sei sinfonie di Carl Nielsen, autore danese che insieme a Grieg e Sibelius costituisce il trittico di riferimento per la musica nordica a cavallo tra Otto e Novecento. La sua prima sinfonia fu eseguita nel 1896 a Copenaghen, e lo stesso autore fu tra i primi interpreti come violino di fila dell’orchestra: Nielsen era infatti ancora giovane e acquistò notorietà proprio grazie  a questa composizione.

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