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Fotografia

Le foto di Capatti in mostra a Milano per il PhotoFestival

03 aprile 2013, 19:40

Le foto di Capatti in mostra a Milano per il PhotoFestival

«Sarajevo, memoria e futuro: la speranza dei giovani». E' il titolo della mostra del fotografo parmigiano Sandro Capatti, collaboratore della Gazzetta di Parma, che sarà inaugurata venerdì pomeriggio alle 17,30 a Milano. La mostra che si svolge al Cilab al Loft vetreria in viale Toscana 13, rientra nell'ambito del PhotoFestival Milano 2013. Gli scatti saranno visibili sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19 e dal lunedì 8 al 12 aprile dalle 17 alle 19. Dal 13 fino al 30 aprile sarà invece visibile solo su appuntamento.

LA PRESENTAZIONE DELL'AUTORE. Il 5 aprile 1992, a Sarajevo ebbe inizio l’assedio più lungo della storia bellica moderna.
Sono trascorsi vent’anni e commuoventi commemorazioni, come un risveglio di primavera, si susseguono lungo una sottile “linea rossa” per non dimenticare. Passano le celebrazioni, il ricordo, l’omaggio ai caduti ma camminando per le vie di Sarajevo, tra la sua gente, le sue case, le sue pietre resta la testimonianza di una ferita ancora aperta che sanguina.
Kosevo, con la sua immensa distesa di lapidi bianche, tombe a forma di stele l’una in fila all’altra.
Nell’ala del cimitero del leone, Lav Grobdje, la tomba di due ragazzi bosniaci. Lui serbo, Bosko, e lei musulmana, Almira, uccisi mentre cercavano di fuggire da una città in cui non poterono mai amarsi. Sono Romeo e Giulietta della Bosnia, sepolti insie-me, sotto una lapide a forma di due cuori, racchiusi uno nell’altro.
Lungo la ferrovia abbandonata di Gradacac ancora si scaglia irto nel cielo quel che resta di un cannone trasportato dal treno corazzato, fermo e bombardato, senza nessuna destinazione.
Camminare per Sarajevo rapisce. E’ una città dolce e spigolosa, aperta e ostinata, mistica e laica insieme. E’ il luogo degli opposti, in cui le diversità s’incontrano, si fondono e, in armonia, oggi nuovamente convivono.

E’ una città rinata che ha ripreso ad essere il simbolo della città tollerante tra etnie e religioni e che, nonostante sia ancora profondamente traumatizzata dai postumi della guerra, mostra nuovamente il suo carattere cosmopolita, multietnico e multiculturale. E con il suo intenso contrasto di luci ed ombre, tra mille difficoltà e contraddizioni, Sarajevo è una città che oggi è tornata a vivere.
Sandro Capatti