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Parma

Meteo, la primavera si farà ancora attendere

03 aprile 2013, 20:22

Meteo, la primavera si farà ancora attendere

Ci sarà da pazientare ancora un po' prima che la primavera, ufficialmente iniziata ormai da due settimane, cominci a farsi viva sul serio. In questi ultimi tempi, infatti, le abbondanti precipitazioni e le temperature nettamente al di sotto della media hanno fatto tardare il manifestarsi della bella stagione. E a quanto pare - secondo il parere dei metereologi - sarà solo verso metà mese che potrebbe esserci un cambio di passo nel clima. Fino ad allora, il tempo sarà ancora prevalentemente incerto, sia pur con qualche sporadico sprazzo di sole.
Ancora ieri la pioggia ha continuato a cadere: circa 15 i millimetri registrati dalla centralina Arpa nell'arco della giornata. Una quantità che va ad aggiungersi ai 215 millimetri caduti in marzo, a fronte di una media di 63 millimetri nell'arco dell'intero mese: il che fa del marzo 2013 il terzo marzo più piovoso di sempre (il più bagnato in assoluto fu quello del 1964 con 277 millimetri, seguito dal marzo 1904 con 254 millimetri). I giorni di pioggia in marzo sono stati in tutto 21, rispetto ai 9 di media. Dall'inizio dell'anno invece sono stati 36, contro i 24 di media. E sempre parlando di pioggia, colpisce la quantità caduta nel primo trimestre di questo 2013: 433 millimetri, vale a dire la quantità maggiore di sempre (cioè dall'inizio delle rilevazioni, nel 1878). Il che significa che in soli tre mesi è venuta oltre la metà della pioggia che normalmente cade in un intero anno (che è di 815 millimetri).
Anche le temperature si sono fatte notare negli ultimi giorni per i valori insolitamente bassi. La terza decade di marzo è stata infatti la più fredda dal 1958, con una differenza media di 3,5 gradi in meno rispetto alla norma. E se si considerano le sole massime, bisogna tornare al 1926 per trovare valori inferiori. In questi primi giorni di aprile le cose non sono cambiate: a fronte di una media del periodo di 17,7 gradi di massima e 8 di minima, ieri si sono avuti rispettivamente 10,9 e 6,5 gradi.
Quella che ora ci attende è una breve pausa nel maltempo, almeno fino a domani, quando dal pomeriggio/sera dovrebbe fare il proprio ingresso una nuova perturbazione, destinata a durare fino a venerdì mattina. Fra lunedì e martedì, poi, nuovo peggioramento, che però potrebbe essere l'ultimo, almeno per un po'. Fra una perturbazione e l'altra, sono probabili temporanei rasserenamenti: in particolare, nel weekend potrebbe esserci bel tempo, anche con un moderato innalzamento delle temperature.
Ma cosa ha determinato il colpo di coda di inverno che ha caratterizzato questo primo scorcio di primavera? A spiegarlo è Paolo Fantini, responsabile dell'osservatorio meteo dell'Università. «Ciò che è mancato completamente - dice Fantini - sono quelle alte pressioni che negli anni scorsi portavano bel tempo e stabilità. Invece si è abbassato il flusso atlantico, che è quel treno di perturbazioni che si formano sull'oceano e che poi si muovono verso l'Europa: normalmente passano a latitudini un po' più alte, ma quest'anno sono passate molto più in basso». Per questo c'è un continuo susseguirsi di perturbazioni: «Non c'è nessuno scudo di alta pressione che ci protegge, e quindi le porte restano aperte sull'Atlantico». Il risultato è stato quello che Fantini definisce «un marzo all'inglese». Con la differenza che se noi abbiamo avuto un marzo all'inglese, gli inglesi hanno invece avuto un clima più simile a quello scandinavo: «Ieri (lunedì, ndr) addirittura in Gran Bretagna è nevicato», ricorda Fantini.
Ma perché è mancata quell'alta pressione che c'è di solito? «Le alte pressioni - spiega l'esperto di metereologia - si sono instaurate dove non dovrebbero, cioè al polo nord, e il vortice polare (che è una figura di bassa pressione fortissima che ruota al di sopra del polo nord) si è rotto». Risultato: «Alcuni anticicloni - aggiunge Fantini - si sono intrufolati nel vortice polare e l'hanno destrutturato, e alcuni pezzi di questo vortice sono scesi di latitudine e stanno scorrazzando in Nord America, Russia, Scandinavia ed Europa centrale. Quei pezzi di vortice polare che dovrebbero stare all'altezza del polo, sono calati giù dove non dovrebbero essere e di conseguenza hanno spinto tutto il flusso atlantico più a sud, su di noi: per questo abbiamo tutta questa pioggia».

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