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Porte aperte alla Dallara. E a far da tutor al simulatore c'è Alesi

03 aprile 2013, 20:51

Porte aperte alla Dallara. E a far da tutor al simulatore c'è Alesi

COMUNICATO

Dallara, l’azienda italiana eccellenza nel motorsport, indiscussa protagonista nella IndyCar Series, organizza, in collaborazione con F1Passion.it, una visita allo stabilimento dove vengono ideati e costruiti con tecnologie d'avanguardia, i bolidi che si impongono con successo nelle competizioni in tutto il mondo.
 
L’appuntamento è per sabato 4 maggio 2013 a Varano de’ Melegari, dove l’ing. Gian Paolo Dallara insieme all’ing. Andrea Toso e a Ezio Zermiani con l’ing. Mauro Coppini, guideranno gli appassionati nella visita dove potranno toccare con mano la modernissima galleria del vento e il simulatore, uno dei più avanzati, utilizzato anche per la IndyCar e per la Formula 1, con possibilità di provarlo assistiti da un tutor d’eccezione: Jean Alesi.
 
Chi desidera candidarsi per la sessione di test al simulatore (circuito di Indianapolis), dovrà esibire l’idoneità per la “pratica sportiva agonistica per lo sport di pilotaggio”, sottoporsi a visita medica che sarà effettuata a Varano de’Melegari, dimostrare un minimo di pratica di guida con monoposto (anche Formula Ford o Formula Renault o qualunque formula monoposto addestrativa), portare tuta, scarpe e guanti per la guida. Il casco con team-radio sarà fornito da Dallara.
 
 
La visita alla Factory Dallara e la prova al simulatore sono gratuite. Per ricevere l'invito visita www.f1passion.it oppure basta inviare una mail a box@f1passion.it. I posti sono limitati.
 
 
 TUTTO QUEL CHE VORRESTE SAPERE SUL SIMULATORE


L'ingegner Andrea Toso illustra il simulatore F1 Dallara 
 
Cos'è un simulatore ?: Intanto è un qualche cosa che non si può comperare. Puoi comperare gli schermi da un fornitore, gli attuatori, ma nessuno ti da il software, le piste, il sonoro, puoi comperare i dati ma prima di renderli compatibili con tutto questo cinema ci vuole del lavoro, quindi è una cosa un po’ artigianale diciamo, sofisticata ma artigianale. Se arriva un magnate russo con 10 milioni di euro e dice: “voglio comperare un simulatore di Formula 1″… beh lui comprerà delle cose, ma a metterlo insieme ci vogliono delle persone, e oggi non c’è quello che ti dà… chiavi in mano, pronti e via. È un’attrezzatura che richiede dell’arte, ecco perché ho usato la parola “artigianale”. Metti insieme questo con il lavoro di ragazzi eccellenti. Qual’è il segreto? Che bisogna in pratica far credere a un pilota di guidare una macchina vera e si parla di “immersione”, perché il pilota dopo una ventina di minuti deve esserne convinto. Quindi ci vogliono le pedaliere reali con l’olio dei freni, ci vogliono le cinture che tirano, ci vuole il volante che abbia lo sforzo giusto, gli specchietti con dei proiettori con l’immagine di quello che succede dietro… Noi abbiamo messo anche degli spruzzatori di aria vicino agli specchietti in funzione della velocità simulata e questi sparano aria sempre più velocemente. Il pilota deve avere guanti, casco, le scarpe, la tuta, deve anche sudare…

E' faticosa la prova al simulatore?
Certo che è faticosa! Dev’essere proprio reale, non si finisce mai. Il pilota a un certo punto, se scatta questo meccanismo che si chiama “immersione”, è talmente convinto che quando esce di strada con il simulatore toglie le mani dal volante!
Quindi, tanto per dare un’idea, anche a chi avrà la grande opportunità di provarlo, diciamo subito che non è una cosa da ridere, ma una cosa su cui bisogna stare molto concentrati.
Ci sono dei “G” in ballo, se il pilota, non dico il professionista, ma il semi-professionista non ci sta attento, il collo ne risente. Il simulatore è una parola un po’ vaga, perché comprende il computer sulla scrivania del ragazzino che si diverte finanche a… beh, io ne ho visto uno sulle navi da crociera, dove però i movimenti sono piccoli, ma anche quello è un simulatore. Il nostro presuppone che un pilota sia già quasi professionista, quindi che non vengano qua per imparare a guidare, ma imparino nuove piste. Se vogliono andare a Singapore e vogliono allenarsi, prima di andare a Singapore o a Monte Carlo, dov’è difficile guidare, vengono qua a farlo, proprio perché conviene. E poi oltre al pilota c’è l’ingegnere che se vuol cambiare un differenziale, in pista ci impiegherebbe mezza giornata, mentre qua può farlo in cinque minuti tornando in altrettanto tempo sui suoi passi. Queste cose in pista non si possono fare e si finisce che non si fanno mai, perché c’è l’avversario, la temperatura della pista, lo sponsor… E’ un po’ una clinica questa.
 
Chi verrà a Varano e proverà questa struttura sarà all’altezza?
Faccio l’esempio di quando un pilota nuovo che non è mai stato nel simulatore viene qua, prendiamo uno di Formula 3, senza andare troppo in alto. Noi iniziamo col simulatore fermo, con le luci accese, e questo pilota guarda i controlli, guida con tutto fermo. Perché sono tante le novità intorno a lui e gli danno un po’ di apprensione. Non si sente all’altezza, come quando guidiamo per la prima volta una macchina nuova che abbiamo comperato, dobbiamo prenderci confidenza. Si parte fermi poi per esempio, noi abbiamo tre proiettori, teniamo illuminato solo quello centrale, poi poco per volta o spegniamo le luci, spegniamo i proiettori e aumentiamo il movimento. In questa fase, è tanta l’ansia di non riuscire a dominare questa macchina e la conseguenza è che ci si sente male. Come quando si ha mal di mare, o il mal d’aria o il mal d’auto, questo perché il passeggero non sa anticipare i movimenti del veicolo e quindi ha questo stato di malessere. Un passaggio graduale che per un pilota semi-professionista o di Formula 3 avviene in un’ora, anche di più se necessario. Nel caso di questi ragazzi che verranno faremo una cosa un po’ più semplice, probabilmente non useremo il movimento completo, useremo la pista di Indianapolis in modo da semplificare la frenata e l’inserimento. Cercheremo in sostanza una situazione più semplice, altrimenti non basterebbe una giornata per i ragazzi che vorranno venire alla Dallara per la prova.

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