Sei in Archivio

Quartieri-Frazioni

Selle, staffe e finimenti di pelle: l'orgoglio di un mestiere antico

03 aprile 2013, 11:03

Selle, staffe e finimenti di pelle: l'orgoglio di un mestiere antico

SAN LEONARDO 

Chiara Cabassi
In Via Treves, dietro una porta di legno dove stazione la sua onnipresente mountain bike gialla e blu, resiste l’ultimo sellaio della città. Sandro Rossi dal ‘90 è il «Sellaietto», come recita l’insegna. Una piccola bottega in cui si creano finimenti, si riparano selle, e si costruiscono gli accessori in cuoio per le carrozze da tiro, oggi spesso utilizzate nelle ricostruzioni medievali. Nella selleria gli attrezzi non sono tanti: un grande bancone d’appoggio, giganteschi aghi (perché qui tutto è cucito a mano), e i piccoli aggeggi da taglio o da incisione, come la mezzaluna, che riduce lo spessore del cuoio. Alle pareti le foto di qualche cliente nelle manifestazioni che hanno messo in bella mostra i suoi lavori. Sandro li racconta seduto al banchetto da cucito. «A Parma resiste un notevole numero di appassionati degli sport equestri – spiega l’artigiano -. Dalle passeggiate al salto ad ostacoli. Ma alcuni miei clienti vengono anche da fuori provincia. Uno di Gazzuolo da quarant’anni fa i turni di notte per poter stare con i suoi cavalli da tiro durante la giornata». 
Dal sellaietto passa chi di cavalli se ne intende, chi ha mantenuto i legami con la  vita all’aria aperta, chi vuole cose fatte su misura o si è affezionato ad una sella o ad un paio di stivali. 
«Ho cominciato a 16 anni. Andavo a cavallo, all’epoca, mi affascinavano tutti quei finimenti di cuoio, volevo lavorare questo materiale, e a quei tempi a Parma di sellai non ce n’erano – continua Rossi -. Allora, per quattro anni sono andato a bottega da un vecchio maestro a Brescello. Un’istituzione per il paese. Poi aprii l’attività. Ho fatto per tre anni anche l’insegnante, all’Ipsia. Tenevo dei corsi di pelletteria per le classi delle modiste».
 La passione per il lavori manuali, le abilità di un tempo lontano hanno portato Sandro anche all’interno di un’associazione di rievocazione storica: la «Mansio Templi Parmensis». «Le rievocazioni sono diventate di moda. Le persone che vanno a cavallo sono poi le stesse del Palio, è stato naturale esserne coinvolto – racconta -. In quelle manifestazioni io impersono proprio un sellaio. Svolgo i riti artigianali che sono rimasti intatti da otto secoli. E ancora oggi non sono scomparsi come molti potrebbero credere».