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Superiori, sempre più iscritti ai licei, ma per trovare lavoro meglio gli istituti tecnici

03 aprile 2013, 21:14

Superiori, sempre più iscritti ai licei, ma per trovare lavoro meglio gli istituti tecnici

Le imprese cercano diplomati tecnici e professionali. Ma studenti e famiglie preferiscono i licei. E' il paradosso della scuola superiore, che ogni anno diventa più evidente.

A Parma, la percentuale di chi sceglie i licei – già più alta rispetto alle vicine Reggio Emilia 
e Modena – è ulteriormente aumentata, rispetto all’anno scorso. Nell’anno scolastico 2013- 2014 sarà del 44%, tre punti in più. E' la situazione a caldo dopo la chiusura delle iscrizioni online. I dati sono quelli registrati dai «clic» sul sito del ministero. Ma non sono definitivi, perché per formare le classi è necessario tenere conto del numero dei bocciati, e di eventuali spostamenti degli alunni. Per ora c’è solo una previsione dei respinti e un’ipotesi delle nuove classi.
 Crescono tutti i licei, tranne il classico. Il ginnasio Romagnosi avrà 174 nuovi iscritti, due anni fa erano 206. Fra gli scientifici, è il Bertolucci ad aver fatto il tutto esaurito, con 197 preferenze, ma per problemi di spazio, alcuni studenti, estratti a sorte, sono stati dirottati in altri istituti della città, non senza polemiche da parte dei genitori.
 Il Marconi, l’istituto più numeroso della città, diventa sempre di più liceo linguistico. Fino a pochi anni fa gli alunni che sceglievano questo indirizzo erano un terzo, oggi sono la metà su un totale di quattrocento. Stabili Maria Luigia e Ulivi, che mantiene le nove classi dello scorso anno grazie all’arrivo di alcuni studenti del Bertolucci e del Marconi scienze applicate. 
Il liceo scienze umane, novità introdotta dalla riforma Gelmini, raccoglie sempre più consensi ed è ormai una realtà consolidata. L’Albertina Sanvitale, un tempo istituto magistrale, poi socio-psico-pedagogico, oggi è l’unico liceo delle scienze umane statale della città, ottiene 204 preferenze e non sa più dove mettere gli studenti, (la sede di piazzale San Sepolcro è da tempo troppo stretta) e così la Provincia pensa a distaccamenti e a soluzioni da trovare per settembre. Cala la percentuale di iscritti agli istituti professionali: 18,6%. Diminuisce il Giordani, che lo scorso anno aveva fatto partire 13 classi, una di liceo scienze applicate indirizzo sportivo, le altre 12 di servizi commerciali e servizi socio sanitari. All’Ipsia Primo Levi, dopo il calo degli anni scorsi, la cifra è stabile: 154. Da notare il fatto che gli alunni stranieri sono indirizzati verso gli istituti tecnici e professionali; solo il 15% di loro, in Emilia-Romagna, frequenta il liceo. Invariata, rispetto allo scorso anno, l’attrazione degli istituti tecnici, che raccolgono il 37% delle preferenze. Cala l’istituto tecnico commerciale Bodoni, che dovrebbe rinunciare a una dalle sei classi prime che aveva lo scorso anno, così come l’istituto per geometri Rondani, che diminuisce gli iscritti. L’istituto tecnico commerciale Melloni invece cresce, passa da nove a dieci classi. In forte aumento l’istituto tecnico agrario Bocchialini. La campagna e l’agricoltura sembravano fuori dai pensieri dei giovani, e invece c’è un’inversione di tendenza, anche a livello nazionale, dove la Coldiretti, analizzando i dati ministeriali, parla di un aumento del 13% nelle iscrizioni agli istituti agrari e del 29% ai professionali agricoli.e. g.
 
Le imprese cercano soprattutto diplomati tecnici e professionali. 
Laura Gianferrari: come i professionali, offrono grandi opportunità
Nella province vicine, a Reggio Emilia e Modena, hanno più peso le scelte dei tecnici e dei professionali. Nella provincia 
di Parma c’è la corsa ai licei. 
«E' una tradizione, in questo, Parma si avvicina al dato nazionale. Quello che fa riflettere, è che ci sia stato un ulteriore incremento», osserva Laura Gianferrari, dirigente dell’ufficio scolastico territoriale. 
«Credo che oggi l’istruzione tecnica e professionale possa essere una grande opportunità per i giovani. I nuovi orientamenti dell’istruzione offrono più possibilità di interagire 
con il mondo del lavoro, di collaborare nei cinque anni con le imprese. Il nuovo orientamento degli istituti tecnici e professionali va in questa direzione, le nostre scuole si stanno attrezzando, le esperienze sono molte di più, e si sta lavorando per aumentarle», dichiara la responsabile del provveditorato di viale Vittoria. «Mi auguro che il territorio di Parma riesca a modificare questa tendenza delle iscrizioni, quello che si può fare e che cercherà di promuovere è dare maggiori 
informazioni, cercare di far conoscere meglio l’istruzione tecnica e professionale. Forse non è stata diffusa abbastanza la notizia che l’istruzione tecnica e professionale ha avuto un cambiamento forte, c’è un nuovo imprinting. Ci piacerebbe coinvolgere maggiormente il mondo della aziende, ci sono possibilità per avviare collaborazioni importanti». Perché piacciono tanto i licei? 
«Questo bisognerebbe chiederlo alle famiglie – risponde Laura Gianferrari –. Forse perché il liceo rappresenta una formazione nel solco della tradizione, che dà sicurezza».  Per la dirigente dell’ufficio scolastico territoriale non esistono scuole di serie A e di serie B. «Siamo condizionati dalla visione gerarchica delle scuole, spesso si ragiona così: chi ha voti alti va ai licei, gli altri ai tecnici e professionali. Mentre oggi è opportuno fare un’altra riflessione – osserva Laura Gianferrari –. 
Gli istituti tecnici e professionali hanno altissimi livelli e uno sguardo aperto sul mondo del lavoro e delle tecnologie». e. g.
 
 

 

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