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Spettacoli

"La Trappola" per Lavia è ironica, feroce e trucida

04 aprile 2013, 21:16

Gabriele Lavia, attore, regista e direttore artistico del Teatro di Roma, arriva a Parma da domani a domenica con la compagnia dello stabile capitolino per consegnare al pubblico di Teatro Due un Pirandello inusuale e toccante: «La Trappola», diretto e interpretato da Lavia con Giovanna Guida e Riccardo Montillo, in scena domani e sabato alle 21 e domenica alle 16.

Novella del 1912, «La Trappola» è un racconto che Pirandello intride di filosofia tedesca del suo tempo, da Schopenhauer a Nietzsche: con l’ironia amara e la feroce misoginia che lo rendono unico, il genio assoluto dell'autore siciliano in quest’opera raggiunge uno dei punti più alti della sua poesia, condensando in un breve atto unico diversi temi a lui cari. Dalla contrapposizione tra vita e forma, al relativismo, alla fragilità delle convenzioni sociali, alla natura sfuggente dell’identità, in «La Trappola» il protagonista si trova a confessare a un anonimo interlocutore le proprie ossessioni, affermando l’inconsistenza della persona in quanto costrutto psicologico e sociale.
Il protagonista vive da scapolo con il vecchio padre, ormai condannato lui stesso a una vecchiaia fatta di solitudine e castità, in una casa che - dice Lavia - «è una trappola. Il pensiero di quest’uomo è una trappola. Il venire al mondo dell’uomo è cadere nella trappola. Le donne sono trappole. I sentimenti, le opinioni, le abitudini, i concetti sono trappole. Il corpo stesso intrappola la vita condannandola alla morte». 
La trappola del titolo è un doppio meccanismo: da un lato quella che costringe la vita, nel corpo e la condannata a morte; dall’altra quelal che s’incarna nella figura femminile che irretisce l'uomo. Nel testo una vicina di casa, donna sposata che non può avere figli da suo marito perché impotente, decide di sedurre il protagonista della novella, strappandogli una gravidanza e per poi abbandonarlo, tornando dal legittimo coniuge. 
La vicinanza di Lavia a Pirandello si è negli anni rinsaldata grazie a produzioni di successo che hanno fatto dell’attore romano di adozione uno dei massimi interpreti dello scrittore agrigentino. «Pirandello è un grande poeta, il più grande uomo di teatro di tutti i tempi - dice ancora Lavia - sta insieme a Eschilo, Sofocle, Shakespeare... un' altezza abissale, la sua».
 «In questa trama - aggiunge l'attore e regista - si condensa tutto il trucidume della Sicilia di quel tempo: i condomini fatti di case poco ventilate, dove aleggia odore di broccolo, di cucina, di capelli poco lavati, l'afrore di ascelle... Insomma, quell'espressionismo trucido di cui è permeata la poetica pirandelliana e che io, essendo siciliano di nascita, conosco bene».
Biglietti in vendita alla biglietteria di Borgo Salnitrara e alla cassa del foyer un’ora prima dell’inizio. È possibile l'acquisto online sul sito www.teatrodue.org (il biglietto può essere stampato a casa e presentato direttamente all’ingresso in sala). Orari di apertura biglietteria: da lunedì a venerdì 10-14 e 17-19.30, il sabato 10,30-13 e 17-19.30. Tel. 0521/230242, biglietteria@teatrodue.org