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Lucarelli: "Cerri deve diventare più cattivo"

05 aprile 2013, 00:18

Lucarelli:

Sapere che un giovane e promettente bomber come Alberto Cerri, che domenica ha debuttato in serie A a neppure diciassette anni, è affidato alle cure di un ex bomber di razza come Cristiano Lucarelli, suo allenatore negli Allievi Nazionali crociati, fa certamente dormire sonni tranquilli a dirigenti e tifosi. E' chiaro infatti che Lucarelli ha tanto da trasmettere al suo pupillo. Era un centravanti che faceva del fisico, con annessa «cattiveria» agonistica, il punto di forza. Ed  è quello che dovrà imparare a fare anche Cerri, soprattutto nel passaggio dalle giovanili alle serie maggiori dove gli avversari sono più prestanti. 

«Cerri fisicamente ricorda me, ma tecnicamente è molto più imprevedibile. Lui avrebbe anche  dei numeri da trequartista. Allo stesso tempo dev' essere più concreto davanti la porta». E' questo il primo giudizio che ieri Lucarelli ha dato del suo allievo parlando con Radio Parma Fc. Il maggior tasso tecnico riconosciuto da Lucarelli nel ragazzo gli servirà certamente ad adeguarsi al meglio all'evoluzione del calcio moderno, che ultimamente cerca dei centravanti atipici, più tecnici e mobili rispetto alle classiche «boe» di un tempo.  
«Alberto sta crescendo e deve imparare ad essere più cattivo, cercando di segnare ogni volta che ne ha l'occasione. Nella nostra categoria, spesso e volentieri, quando realizza 2 o 3 gol tende ad eccedere facendo giocate poco concrete. Gli consiglio sempre di finalizzare le occasioni ogni volta che può perché un attaccante, con quelle potenzialità e quel fisico, in un campo di calcio deve vivere di prepotenza e lui dovrà far questo nell'arco della sua carriera». 
Insomma, grinta, grinta, grinta. Lucarelli ha parlato anche dell'eccelsa annata dei suoi Allievi: «Stiamo disputando una stagione positiva sotto tutti i punti di vista. Non pensavamo di avere tanti punti di vantaggio sulle inseguitrici. Siamo andati al di là delle nostre aspettative e questo anche per merito dei ragazzi che, finita la scuola, mangiano un panino e alle 15 sono in campo a Collecchio per allenarsi». 
Un centro sportivo all'avanguardia come quello di Collecchio è certamente un asso nella manica: 
«E' una struttura modernissima, permette di stare uniti e lavorare in serenità come se fossimo in un college americano. Inoltre i ragazzi hanno la possibilità anche di dare uno sguardo oltre la rete, al campo di allenamento della prima squadra, per capire la vita dei calciatori professionisti».