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Il ristorante di Chichibìo

Osteria Pecora Nera, cucina tipica e creativa

05 aprile 2013, 01:50

Se grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente». Diceva così, all’incirca, un famoso rivoluzionario ma forse, per un pranzo, la frase andrebbe modificata nella sua seconda parte. Confusione e, soprattutto, relativo rumore, tavoli ammassati tra loro, a portata di gomito, sedie con lo schienale che quasi tocca quello del commensale seduto dietro: pur considerando ed accettando l’atmosfera non formale di un’osteria, tutto ciò non è ideale per godere un pranzo. La sala del locale è grande, arredata con semplicità, ha tinte calde sui toni del colore arancio, bottiglie esposte ad indicare attenzione per la qualità e qualche etichetta di prestigio che si ritrova, insieme a una selezione regionale, nella buona carta dei vini (ma il vino ordinato risulta esaurito), il servizio pur sbrigativo è corretto.

La cucina, i piatti
Cucina tipica e creativa, recita l’insegna, e pasta all’uovo tirata al momento: promesse mantenute con l’aggiunta di un cestino (3 euro), inconsueto dalle nostre parti, di leggere tigelle (tonde e tipiche focaccine modenesi) da farcire con salumi, erbe, formaggio. Porzioni ricche, curate nella composizione, nei colori, con uso di verdure e spezie, salse e fondute di formaggio. Si comincia con un buon prosciutto di 28 mesi di calibrata dolcezza da mangiarsi con le tigelle tiepide e con un banale tortino di patate dall’anima di salsiccia ricoperto di fonduta di formaggio. Altri antipasti (8-10 euro): sformato di caprino e ricotta con noci, prugne e pancetta; carpaccio di cervo; insalata d’anatra affumicata; carpaccio di manzo; salumi misti e formaggi; il canossello, culatello di Canossa simile alla nostrana culatta. Tra i primi piatti (8-9 euro), gli appena tiepidi ravioli col ripieno di pere e noci su fonduta di Gorgonzola hanno pasta molto sottile che esalta la dolcezza del ripieno in un felice equilibrio complessivo; sono leggermente piccanti le orecchiette con peperone, pomodorini, olive e una buone dose d’olio. Anche lasagnette allo speck, tortelli d’erbetta o di zucca, stracci con faraona, zafferano e peperone. Nella lista dei secondi (12-20 euro), la solita tagliata alla rucola, il filetto in crosta con speck e salsa d’amarene, il filetto al prosciutto e salsa di Parmigiano-Reggiano, guancialini di maiale; una parmigiana di melanzane molto compatta, amara e asciutta; lo stinco di maiale al forno dal buon profumo, dalla carne ancora dura e anch’essa asciutta con un contorno di compatta purée.

Per finire
Ricca lista di dolci fatti in casa (5 euro): tra gli altri, la mousse di yogurt, la crostata con confettura di susine, la panna cotta, la crema al mascarpone, lo stracchino Duchessa, la sbrisolona, la mousse al cioccolato. Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 40 euro (bevande escluse), menu degustazione a 19 e 25 euro. Menu esposto, coperto 2 euro, ingresso e bagni comodi.

Non mancate
Ravioli pere e noci

Dimenticate
Parmigiana di melanzane
 

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