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Economia

Sidel: "Non lasciamo l'Italia e non sono previste ristrutturazioni"

04 aprile 2013, 22:05

«Il gruppo Sidel non lascia l’Italia e non sono previste ristrutturazioni». È la rassicurazione dell’amministratore delegato per il sito Sidel di Parma, Riccardo Rosselli, al tavolo interistituzionale riunito nella sede della provincia di Parma alla presenza di sindacati e rappresentanti delle istituzioni locali.
L'incontro per l’azienda di packaging era stato richiesto dopo la decisione paventata dal gruppo di delocalizzare all’estero parte dell’attività oggi riunita nei siti produttivi di Parma, Mantova e Verona. Il piano di riorganizzazione prevede solo il trasferimento della funzione commerciale presso le sedi regionali di Francoforte e Dubai e il trasferimento delle attività dello stabilimento di Verona e dei dipendenti impiegati nel reparto "prodotti fine linea" di Parma alla neonata società Gebo Cermex, che sarà quindi presente in Italia con circa 250 dipendenti. Rassicurazioni che comunque non hanno convinto sino in fondo i di sindacati.
Del caso Sidel si occuperà anche il Parlamento con due interrogazioni, la prima di quattro senatrici del Movimento 5 Stelle, la seconda dei parlamentari parmigiani del Pd Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari.

IL COMUNICATO DELLA PROVINCIA: "DALL'AZIENDA RASSICURAZIONI SU OCCUPAZIONE E PIANO INDUSTRIALE".
«Una rassicurazione dell’azienda sul piano industriale e sull’occupazione». Così il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari al termine del tavolo istituzionale sul gruppo Sidel, tenutosi oggi nella sede dell'ente di piazza della Pace. Alla fine della riunione Ferrari, a nome dell’intero tavolo istituzionale, ha rilasciato una dichiarazione:

«È stato un incontro importante perché ha fatto in maniera che conoscessimo l’intera vicenda legata al piano di riorganizzazione: questo è infatti il termine che è giusto usare. Viste le preoccupazioni che sentivamo serpeggiare, il fatto che oggi si sia tornati a dare alle parole il giusto contenuto da una parte ci tranquillizza, anche se lo stato di attenzione deve rimanere alto in questa città e in questa provincia perché evidentemente tutti insieme dobbiamo cooperare e lavorare perché il tema occupazione resti al centro dell’agenda di tutti. L’impegno che ci siamo assunti è mantenere aperto questo dialogo tra le parti, quindi tra la proprietà e le organizzazioni sindacali, per definire un percorso che come è stato opportunamente ribadito ha l’anno zero nella giornata di oggi. Se l’anno zero significa la capacità di dialogare e di poter essere utili alla comprensione e ai passaggi che certamente ci saranno, penso che gli enti locali non si sottrarranno, non perdendo mai di vista il tema generale che è l’occupazione, il radicamento, tutto quello che questa grande realtà ha rappresentato nella storia di Parma e potrà rappresentare in prospettiva non solo per Parma ma per l’intero territorio nazionale ed europeo».

Rispondendo poi alla domanda di un cronista sul piano industriale, Ferrari ha aggiunto: «L’azienda ha rassicurato sul piano industriale ma anche sul tema dell’occupazione, perché  questo è un dato che qualche problema l’ha destato. Peraltro è stato anche ribadito quello che è il polo di Verona e quello che diventerà il polo di Parma alla luce di questa riorganizzazione,  che però non va a toccare minimamente il dato occupazionale». 

All’incontro erano presenti: per le istituzioni, oltre al vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che insieme alla collega assessore Manuela Amoretti ha convocato il tavolo, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti con l’assessore del Comune di Parma Cristiano Casa, l’assessore Fausto Sachetto della Provincia di Verona; per il gruppo Sidel, fra gli altri, l’ad Riccardo Rosselli e il responsabile Risorse umane Guido Zatti; i rappresentanti dell’Upi Enea Bianchini e Claudio Robuschi; per i sindacati il segretario provinciale Cgil Massimo Bussandri e Antonella Stasi (Fiom Cgil), Ugo Fini dirigente Uil e Daniele Valentini (Uilm Uil), il segretario provinciale Cisl Federico Ghillani e Ivano Molinari (Fim Cisl). Presenti le Rsu degli stabilimenti di Parma e Verona.
 

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