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Parma

Buzzi ancora davanti al pm: "Mai presi quei 98.400 euro"

05 aprile 2013, 20:49

Buzzi ancora davanti al pm:

Un mese fa, il primo round. Ieri mattina,  il secondo. Nuovo  faccia a faccia in procura  per Angelo Buzzi, l'ex editore di «Polis». Poco più di un'ora davanti al pm Paola Dal Monte e  agli uomini della Finanza per dire che il giornale non è stato foraggiato dai soldi pubblici.  Che quei 98.400 euro con cui, secondo la procura,  sono stati pagati i giornalisti del quotidiano non venivano dalla partecipata comunale Stt, dopo essere usciti dalla società  CasaAdesso.
Corruzione e peculato, le accuse nei confronti di Buzzi, che il 16 gennaio scorso fu arrestato insieme all'ex sindaco Pietro Vignali e al consigliere regionale del Pdl, Luigi Villani. Se a marzo l'interrogatorio si era  incentrato  sulla prima ipotesi di reato, ieri le domande hanno riguardato in gran parte il passaggio di quei 98.400 euro. Ma per  Buzzi non c'è prova documentale che quei soldi, dopo essere usciti da CasaAdesso, essere transitati in Stt e poi in Gdm, la società di Alfonso Bove, siano finiti a «Polis».    O meglio, siano andati sui conti di  Publimedia  (di cui lo stesso Bove era amministratore unico), la società proprietaria al 100%  di Publitime, la srl editrice di «Polis». Insomma, per la difesa,  la ricostruzione della procura del passaggio dei soldi si fermerebbe alla società Gdm. 
Agli atti, però, ci sono anche intercettazioni riguardanti quel denaro, ma per i difensori non sarebbero sufficienti a provare che Buzzi, tra  tra giugno e luglio 2010, pagò i suoi giornalisti  con quel «finanziamento». 
 Ma la procura e  il gip,  che firmò l'ordinanza di custodia cautelare, sono convinti che Buzzi abbia barattato la linea del suo giornale per la poltrona di presidente di Iren Emilia, piegandosi  alle pressioni di Vignali, Villani e Costa.      E poi sia stato ricompensato anche con quella somma per pagare gli stipendi dei giornalisti.
Buzzi è rimasto ai domiciliari per 19 giorni. E' stato lo stesso gip Sarli  a concedergli la libertà. Pochi giorni dopo l'arresto, infatti, Buzzi si è ritrovato senza poltrona in Iren Emilia, poiché l'intero cda si è dimesso. E poi ha deciso di dire addio a «Polis», mettendo in liquidazione il quotidiano. Un nuovo scenario che gli ha spianato la strada verso la libertà, perché da quel momento per il gip, che ha comunque confermato l'impianto accusatorio, non c'erano più rischi di reiterazione dei reati o di inquinamento probatorio. Nei giorni successivi, inoltre, il collegio del Riesame di Parma ha dissequestrato parte dei conti di Buzzi che erano stati «sigillati» dal gip. In libertà sono stati rimessi anche Vignali e Costa. L'unico ancora ai domiciliari, per non aver lasciato lo scranno in  Regione, è il capogruppo Pdl.