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Parma

Millecolori: "Inceneritore, Pizzarotti tratti con Iren (e senza Folli) per non pagare i danni". La replica di Folli

05 aprile 2013, 21:56

Millecolori:

Guardare avanti, a un inceneritore che inevitabilmente partirà, e trattare in prima persona con Iren, svincolandosi dal Gcr ed evitando di coinvolgere direttamente l'assessore Gabriele Folli "in quanto chiaramente e pubblicamente schierato al fianco del Comitato che vede solo nello smantellamento dell’inceneritore un risultato accettabile".

E quello ceh chiede (o meglio: suggerisce) l'associazione Millecolori al sidnaco Federico Pizzarotti sul tema del termovalorizzatore di Ugozzolo attraverso  una nota. "Tra pochi giorni l’inceneritore dovrebbe iniziare a bruciare rifiuti - scrive l'associazione -. Se ciò non avvenisse entro il 30 aprile IREN perderebbe diversi milioni di euro di incentivi statali (i cosiddetti certificati verdi) e quindi potrebbe chiedere maggiori danni al Comune di Parma, sostenendo che il ritardo ed il conseguente mancato introito deriverebbe dalle due sospensioni dei lavori disposte dal Comune di Parma nel luglio ed agosto 2011 e che il TAR ha già da tempo dichiarato essere illegittime. Essendo inevitabile tale accensione, come lo stesso Sindaco ha riconosciuto (ma solo dopo ben 8 mesi dalla sua elezione), oggi occorrerebbe seriamente lavorare e cooperare per evitare ulteriori danni alle casse del nostro Comune, invece di continuare ad alimentare le illusioni di diversi cittadini, con comportamenti tipici della “vecchia politica”.

"Un Sindaco che avesse davvero a cuore l’interesse pubblico, da subito, appena eletto, avrebbe operato ed opererebbe ancor più ora per indurre IREN a rinunciare alla richiesta di 28 milioni di euro di danni - insiste Millecolori -. Non risulta che Federico Pizzarotti fino ad oggi si sia adoperato per questo, preferendo invece continuare a dichiarare che avrebbe fermato il forno, nonostante che sin dalla sua elezione sapesse che non era in grado di farlo. Questo comunque fa parte del passato, e spetterà ai cittadini giudicare questi comportamenti. Oggi noi pensiamo che si debba guardare avanti e trovare soluzioni che, nel rispetto delle leggi, ed in particolare della tutela della salute dei cittadini, cessino di esporre le casse del Comune (e quindi le nostre tasche) al rischio di dover riconoscere svariati milioni di danni a IREN.
Infatti adesso si tratta di evitare non solo il rischio dei già richiesti 28 milioni, ma anche quello degli ulteriori milioni di danni che IREN potrebbe chiedere se l’impianto non dovesse iniziare a bruciare rifiuti entro il 30 aprile".
Se il Sindaco non opererà cercando una ragionevole intesa con IREN dimostrerà che degli interessi dei cittadini di Parma poco gli importa, preferendo invece cercare di mantenere il consenso politico di un Comitato (GCR) a spese di tutti i parmigiani.
I suggerimenti dell'associazione Millecolori? Eccoli serviti:
"Da parte nostra, sempre nello spirito di collaborare affinché la nostra città abbandoni la maglia nera del Comune più tassato della Regione ed esca dalla crisi in cui lo hanno condotto gestioni dissennate, ci permettiamo di suggerire al Sindaco quanto segue:
1) svincolare la sua Amministrazione dallo stretto legame con il Comitato GCR, assumendo quel ruolo di terzietà rispetto ai diversi interessi particolari dei cittadini che dovrebbe essere caratteristica di tutte le Amministrazioni;
2) condurre direttamente il dialogo con IREN, evitando di affidare questo ruolo      all’Assessore competente, in quanto chiaramente e pubblicamente schierato al fianco del Comitato che vede solo nello smantellamento dell’inceneritore un risultato accettabile (quello stesso Comitato che “sembrerebbe aver già collaborato” con il Comune al fine di quelle sospensioni lavori che hanno originato la richiesta di IREN di 28 milioni di euro di danni) e che ancora ritiene siano da chiarire (come da lui comunicato ieri alla stampa) questioni tecniche certamente importanti, ma già chiarite anche dalla magistratura (il fatto che si tratta di opera privata di interesse pubblico e non di opera pubblica, la sussistenza della competenza comunale in materia edilizia, la sussistenza del permesso di costruire, ecc.);
3) avviare in modo trasparente (forse in streaming?) una trattativa con IREN per evitare al Comune (e quindi a tutti i cittadini) sia il rischio di pagare i suindicati 28 milioni di euro (già chiesti da IREN per le ricordate sospensioni lavori) che l’ulteriore rischio di nuovi ed aggiuntivi danni per la mancata attivazione dell’impianto entro il 30 aprile;
4) attivare una commissione di indagine del Consiglio Comunale (o estendere l’ambito di indagine della commissione già costituita sulla vicenda Public Money), al fine di verificare la correttezza delle procedure seguite dal Comune in merito all’inceneritore, anche riguardo alle illegittime sospensioni dei lavori di luglio-agosto 2011.
Questo secondo noi il percorso che dovrebbe intraprendere un amministratore serio, onesto e trasparente, anche per cercare di far dimenticare le bugie propinate in campagna elettorale, ed in tutti questi mesi, sul “fermo” del forno con il supporto di “olandesi volanti e cinesi smantellanti”.
La questione è se il Sindaco è in grado di fare questo oppure se è ostaggio di oltranzismi dannosi per tutta la città.
Una risposta, come sempre, sarebbe gradita".