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Economia

Rivisti gli studi di settore: contano scorte e benzina

06 aprile 2013, 01:59

Fisco più «morbido» per le imprese, gli artigiani, i piccoli esercenti, i professionisti (dai dentisti agli psicologi) che applicano gli studi di settore. La commissione di esperti tra amministrazione e categorie (ne fanno parte praticamente tutti i settori) ha infatti dato il via libera a nuovi parametri per tener conto dell’effetto della crisi negli studi di settore. In pratica si potrà risultare «congrui» per il fisco conseguendo un volume di ricavi o compensi inferiore. Si peserà, ad esempio, la durata delle scorte oppure l’incremento dei prezzi del carburante.
La commissione degli esperti -  annuncia in una nota l'Agenzia delle Entrate - ha dato parere favorevole ai correttivi all’unanimità per l’introduzione delle correzioni agli studi di settore, applicabili per il periodo d’imposta 2012. La Commissione  ha effettuato un’analisi dell’impatto della crisi che ha interessato l’anno passato, basata sulla raccolta di informazioni fornite dagli Osservatori regionali, dalle Associazioni di categoria, dalla Banca d’Italia, dall’Istat e da altri soggetti, oltre che dei dati contenuti nelle comunicazioni e nelle dichiarazioni annuali Iva. Sulla base di questa analisi, la Commissione ha valutato  positivamente l’introduzione di specifici correttivi per adeguare gli studi di settore, applicabili al 2012, alla particolare situazione di crisi economica.
L'attività di monitoraggio ha preso in considerazione anche i dati relativi alle comunicazioni e dichiarazioni annuali Iva relative all’anno d’imposta 2012 su un panel di 2,1 milioni di contribuenti.

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