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Parma

Spip: dichiarato il fallimento

05 aprile 2013, 14:46

Spip: dichiarato il fallimento

I giudici del tribunale fallimentare di Parma Roberto Piscopo, Pietro Rogato e Nicola Sinisi hanno dichiarato il default di Spip, società della galassia delle partecipate del Comune di Parma. I giudici hanno respinto la richiesta di concordato, avanzato da Stt, holding capofila delle partecipate della città emiliana e redatto dallo stesso assessore al bilancio del comune di Parma Gino Capelli, dopo la mancata garanzia da parte delle banche su nuove erogazioni economiche necessarie alla stessa holding Società di trasformazione del territorio (Stt) per salvare Spip.
I giudici hanno anche nominato i curatori fallimentari. Sono Roberto Perlini e Antonella Lunini, gli stessi che avevano valutato per i tribunale il piano concordatario, poi bocciato. I debiti di Spip, società per gli insediamenti produttivi, ammontano ad oltre cento milioni di euro ma nei giorni scorsi l'assessore al Bilancio Gino Capelli aveva rassicurato che il suo default non avrebbe inciso sulla situazione economica, definita già particolarmente critica, dello stesso comune di Parma.
Il fallimento di Spip ovviamente avrà ripercussioni anche dal punto di vista penale. La Procura di Parma che stava già indagando su alcune compravendite gonfiate dei terreni della società per gli insediamenti produttivi ora inserirà nel fascicolo un nuovo campo di imputazione, quello di bancarotta fraudolenta, a carico degli amministratori.
Sulla vicenda l’amministrazione comunale, in particolare l'assessore Capelli, per ora non commenta e annuncia per lunedì una conferenza stampa, pesantissimo invece il commento del consigliere comunale Pd Massimo Iotti. «E' una sconfitta sicura per quanto sinora detto e tentato di fare dalla gestione Pizzarotti – scrive l’esponente del centro-sinistra – Il fallimento Spip mostra la sconfitta di quel teorema, ennesimo proclama mancato».
Sulla stessa linea le parole del deputato parmigiano del Pd Giorgio Pagliari: «La Spip è diventata la 'madre di tutti gli scandalì a causa di malagestione, clientela ed operazioni, a dir poco, incredibili. Si sono volatilizzati decine e decine di milioni di euro pubblici: chi ha sbagliato paghi, senza ricadute sui cittadini – spiega il parlamentare emiliano – In chiave futura, l’epilogo della questione Spip dovrebbe far riflettere l'attuale Amministrazione Comunale, la cui strategia si è rivelata perdente e, prima ancora, priva di una visione strategica». Il Partito comunista dei lavoratori ha invece chiesto le immediate dimissioni dell’assessore Capelli. 

Il Comune si è limitato per il momento a uno scarno comunicato che conferma la notizia: "Con provvedimenti depositati in data odierna, il Tribunale di Parma, revocando la precedente ammissione alla procedura di concordato preventivo, ha decretato il fallimento di SPIP. La sentenza – che prende atto dell’indisponibilità del ceto bancario a sostenere il piano di salvataggio come formulato e accoglie la richiesta della Procura della Repubblica – consegna quindi definitivamente alla giustizia il destino della Società". Un incontro a tema con la stampa è convocato per lunedì prossimo.

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PARMALAT - E dalla Procura oggi è filtrata un'altra notizia. E' arrivata una task force della Consob per fare un'ispezione alla Parmalat, dopo un colloquio con la pm Russo. La Consob trasmettera' in procura le risultanze dell'ispezione. La finanza deve depositare l'informativa.

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