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Parma

Fidenza - Quando la scuola diventa barriera

06 aprile 2013, 21:29

Signor direttore,
non avrei mai creduto che proprio la scuola, luogo di tutela dei bambini, di educazione al rispetto  della persona e di accoglienza dei bisogni speciali di ogni alunno potesse diventare teatro di ostacoli  insormontabili. E si trasformasse in una farsa capace di strumentalizzare  “i bisogni speciali” dei piu’ deboli, manovrati da adulti, professionisti dell’educazione, dimentichi del proprio ruolo e delle proprie responsabilità.
E’ cio’ che è accaduto a mio figlio. A  9 anni, si ritrova a dover affrontare difficoltà determinate da adulti chiamati invece a rimuovere qualsiasi ostacolo fosse da impedimento al successo scolastico di ogni bambino.
Mio figlio frequenta una classe terza della Direzione Didattica di Fidenza (Pr) e questo è quanto succede a partire dal 29 ottobre 2012.
Ad anno scolastico avviato, quando le insegnanti hanno già pianificato una progettualità  di apprendimenti, che rappresenta un continuum rispetto agli anni precedenti, gli viene interrotta repentinamente la continuità con l’insegnante di sostegno, che lo affiancava sin dal primo giorno della prima classe della scuola primaria, poiché la stessa è stata spostata in un’altra classe su un bambino già frequentante dallo scorso anno. Inoltre, le ore di sostegno assegnate a mio figlio, sin dal primo anno, sono state drasticamente ridotte da 15 a 4 ore settimanali. Il tutto è stato stabilito dal Dirigente Scolastico che nel fare ciò ha ritenuto di non dover informare la famiglia né sentire il parere della Neuropsichiatra di riferimento.
Le conseguenze che ad oggi subisce mio figlio, sono devastanti sul piano della crescita: il suo personale percorso scolastico è notevolmente penalizzato dalla mancanza della figura  di riferimento e del monte ore originario.
Dopo aver chiesto più volte il ripristino della situazione originaria al D.S. della Direzione Didattica, che si è detto “irremovibile perché comanda lui”, dopo aver scritto e telefonato piu’ volte all’ufficio scolastico di Parma (dott.ssa Luongo) e all’ ufficio regionale di Bologna (dott.ssa Roda, la sola che ha preso in mano la situazione accogliendo il mio problema e inoltrando le mie richieste al Direttore Regionale) a tutt’oggi la situazione non è stata modificata.
A questo punto, a distanza di 4 mesi circa, mi pongo alcune domande:
Perché la soluzione al problema si è bloccata ?
Come mai è così difficile rispettare e far rispettare i diritti di un bambino ?
E’ giusto che la scuola dell’obbligo diventi un ostacolo, una barriera per un alunno ?
Pretendo una risposta risolutiva e immediata  (è passato troppo tempo !!!) da parte degli organi competenti.
Mi riservo di proseguire legalmente affinché, la situazione originaria spettante di diritto a mio figlio, venga tempestivamente ripristinata, evitando di “giocare ulteriormente con il tempo”.

Mariano Marsico

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