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Spettacoli

Film recensioni - Bianca come il latte, rossa come il sangue

06 aprile 2013, 19:39

Film recensioni - Bianca come il latte, rossa come il sangue

Gianluigi Negri

L’errore che si rischia di compiere, nel parlare di «Bianca come il latte, rossa come il sangue», è valutarlo con gli occhi (e le categorie di giudizio) degli adulti. Se lo si prende così, il comico (per mezz’ora) e tragico (per un’ora) percorso di formazione (che si completa ovviamente negli ultimi dieci minuti) di un giovane liceale risulta colmo di retorica, carico di eccessi, ridondante nella sua prevedibilità. C’è un però, invece, che coincide con un punto di vista: che è quello di Giacomo Campiotti, il quale consapevolmente (?) realizza un film sugli adolescenti con uno sguardo (vergine?) da adolescente. Otto anni dopo «Mai + come prima» parla ancora di morte (qui la leucemia) e di ragazzi che hanno voglia di vita. Ci mette passione, trasporto e sentimento. E lungaggini. Ma non dissimula mai la sua partecipazione, supportata da alcune invenzioni di regia e ritmata dalle canzoni dei Modà. Il mondo bianco del sedicenne Leo (sempre bravo Filippo Scicchitano, rivelato da «Scialla!») viene sconvolto, nel bene e nel male, dalla rossa Beatrice. Ci sono anche il prof sognatore (Argentero), il ring sul quale tirare pugni e prenderli (così come nella vita) e le partite di calcetto. Qui il critico adulto (ormai da tempo ex adolescente) trova da ridire.