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Sport

Leonardi: "Fieri di vivere in A il centenario"

06 aprile 2013, 23:27

Leonardi:

Marco Bernardini

L’essenza del calcio, in fondo, non possono che essere i tifosi. . Se ne è avuta l’ennesima conferma giovedì sera in occasione della cena sociale del Parma Club Collecchio, organizzata al ristorante Christine di Madregolo in una sala gremitissima da circa 150 persone (duecento, in totale, gli iscritti al club). Evento impreziosito dalla presenza di una folta delegazione della società ducale: l’amministratore delegato Leonardi, il direttore dell’area tecnica Preiti, il responsabile delle relazioni esterne Levati, il team manager Melli oltre ai calciatori Paletta, Rosi e Valdes. 
 
Una bellissima serata, condotta dal collaboratore di Tv Parma Luca Romenghi, per festeggiare, innanzitutto, il terzo anno di vita del gruppo, sorto nell’aprile 2010 sulle ceneri del famigerato Parma Club Parmalat che spopolava durante la felice, illusoria era-Tanzi e che non ha smarrito il piacere di ritrovarsi assieme sotto la spinta propulsiva del suo presidente Ivo Dallabona, che ha ricevuto dagli otto consiglieri, incluso il vice Mirko Salati, una targa speciale di riconoscimento per l’attaccamento e la passione dimostrate nel tempo. 
«Ci avete sorpreso per la partecipazione, grazie a tutti - le sue dichiarazioni non senza nascondere una visibile commozione sul volto - la nostra vicinanza alla squadra non si può discutere, in centoventi, oltre la metà degli iscritti, hanno l’abbonamento al Parma Calcio». Che, doverosamente, nella settimana che conduce al delicato confronto di Siena, non si è sottratto ai suoi doveri: Paletta, Rosi e Valdes, anche se il cileno ha lasciato in leggero anticipo la comitiva per andare a casa ad accudire i figli, a subire l’assalto sempre discreto dei tifosi tra richieste di autografi, foto ed un semplice saluto, a Leonardi, al solito disponibile e per nulla a disagio in mezzo alla gente, il compito di scambiare una battuta tra una portata e l’altra. 
«Vi ringraziamo per la straordinaria accoglienza perché ci testimoniate sempre il vostro affetto, sia nei momenti positivi che in quelli negativi e vorrei ricordare, in maniera sentita, la signora Iole, una nostra tifosissima scomparsa da poco. Lo sto ripetendo in tutte le salse, ci riteniamo fieri di avervi fatto festeggiare l’anno del famoso centenario in serie A. Non manca tanto alla salvezza, ormai ci siamo». E per rievocare al meglio la ventennale esperienza nell’Olimpo dei grandi, il Parma Club Collecchio ha deciso di abbinare ad ogni tavolo il nome di un allenatore dei crociati: da Scala a Prandelli, passando per Sacchi, Guidolin, Malesani, Colomba, l’attuale Donadoni e i meno positivi, a livello di risultati, Baldini e Di Carlo il tuffo nel passato è stata una sorpresa gradita, soprattutto, dai più attempati che seguono le gesta del Parma da una vita. Infine, la lotteria di beneficenza (il primo degli otto premi, una bicicletta più la sciarpa gialloblù, è andato a Nello Mendi), il taglio della gigantesca torta «Forza Parma» e la consapevolezza che il tifo vero, sincero, a favore, non dettato da motivi di rivalsa, insulti beceri e violenze varie, abitasse da queste parti. In un’isola felice chiamata Parma.