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Parma

Mario e Gina fianco a fianco ancora una volta per il loro ultimo viaggio

06 aprile 2013, 21:09

Mario e Gina fianco a fianco ancora una volta per il loro ultimo viaggio

Margherita Portelli

Sull’altare insieme al pane e al vino, nel giorno dell’ultimo saluto a Mario e a Gina, ci sono boccioli bianchi e un orologio. Li hanno portati i nipoti Luca e Matteo, avanzando col capo chino lungo la navata, nel ricordo della nonna Gina, che tanto amava quei fiori candidi, e di nonno Mario, collezionista di orologi, affascinato com’era dal mistero del tempo. 
La chiesa del Buon Pastore di largo Coen era gremita di parenti e amici nel giorno dei funerali di Mario Vincenzo Continelli e della moglie Gina Franceschini, tragicamente scomparsi nell’incidente che sabato, a Corcagnano. Il cielo grigio non sembrava voler smettere di stillare fitte lacrime, e sotto la pioggia, insieme alla figlia Fabrizia, al genero Stefano, ai nipotini di nove e quattordici anni e all’anziana madre di Mario, Rosa, sono arrivate decine di amici della coppia. 
Tra i presenti, tanti ex colleghi che con Mario hanno condiviso una vita di lavoro al provveditorato, gli amici del paese nel quale i due vivevano da ormai vent’anni, Lesignano, e i compagni della Cisl, tutti rappresentati nello stendardo, sempre diritto tra i primi banchi, che il segretario Federico Ghillani sosteneva con fermezza. Le due bare, sovrastate dai  cuscini di calle e rose rosse, una di fianco all’altra, sembravano quasi darsi la mano, accompagnandosi in quest’ultimo viaggio. Poco più avanti, la foto dei due coniugi era sovrastata da una frase con cui la famiglia ha voluto ricordarli: «A voi che ci avete tanto amato, non guardate la vita che lasciamo, ma quella che cominciamo». 
L’ultimo saluto ai due coniugi che hanno perso la vita insieme al 33enne Adriano Bonfanti, nel drammatico incidente di strada Langhirano, ha però un sapore di speranza. Le letture e i canti scelti per la celebrazione delle esequie, infatti, sono quelli della Pasqua. «Questa è la Pasqua di Mario e Gina: il significato è quello di un passaggio oltre la morte – spiega il parroco, don Nando Bonati -. Anche se non sono più qui con noi, loro non si sono fermati nella morte, ma sono andati oltre, nel mistero di Dio».  Al termine della celebrazione, anche il parroco di Lesignano, don Giovanni Bocchi, si è fatto portavoce della partecipazione di tutta la comunità: «Siamo memori della loro disponibilità, della signorilità e della cordialità nella parola» ha voluto ricordare.