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Parma

Spip, quasi quarant'anni di storia chiusi con un buco di 116 milioni

06 aprile 2013, 20:09

Spip, quasi quarant'anni di storia chiusi con un buco di 116 milioni

La Spip (Società parmense per gli insediamenti produttivi) è stata costituita come società senza scopo di lucro nel 1975 da Comune di Parma (95,58% del capitale), Provincia di Parma (0,40%), Camera di commercio (2,1%) e Unione parmense degli industriali (2,01%) con l'intento di «favorire e sostenere lo sviluppo socio-economico del territorio parmense». Lo scopo di Spip in origine era quello di acquistare terreni destinati a insediamenti produttivi, realizzare le opere di urbanizzazione necessarie per valorizzarli e quindi rivenderli a un prezzo che consentisse il recupero delle spese sostenute  conservando il proprio equilibrio economico-finanziario.   Il primo lotto di aree, denominato Spip 1, è stato acquisito nella zona di Ugozzolo negli anni Ottanta e quindi interamente rivenduto a privati. La storia di Spip quindi procede senza grandi scossoni fino alla prima metà degli anni Duemila, quando viene decisa l'acquisizione dei comparti denominati rispettivamente Spip 2 e Spip 3.  L'acquisto dei terreni per entrambi i lotti viene però fatto interamente a debito, vale a dire tramite il ricorso all'indebitamento bancario con l'accensione di mutui ipotecari e da qui iniziano i guai per la società, nel frattempo divenuta una spa.  Per Spip 2 sono state fatte ipoteche bancarie per oltre 40 milioni di euro, mentre per Spip 3 l'indebitamento è stato di 51 milioni e 800 mila euro.  L'acquisto delle aree per l'espansione di Spip è stato completato nel 2007 e da quel momento sono iniziati i problemi finanziari. Fra l'altro, per Spip 3 non è stata realizzata alcuna opera di urbanizzazione (e quindi nessuna area è stata rivenduta), mentre per Spip 2 l'urbanizzazione è stata completata, ma solo poco meno della metà delle aree disponibili sono state vendute.  La situazione della spa si è così rapidamente deteriorata: nel 2008 il bilancio si è chiuso con soli 5.000 euro di utile, nel 2009 c'è stata una perdita di 350 mila euro,  ma nel 2010 è arrivato il «profondo rosso», a fronte delle mancate vendite di nuove aree, con una perdita salita a  ben 42 milioni e 640 mila euro. Nel  frattempo, a novembre 2010, il Comune aveva conferito il 100% della proprietà di Spip alla holding Stt. Il 2011 è l'anno in cui si avvia la strada che porterà al fallimento decretato ieri: il 5 maggio, vista l'impossibilità di ricostituire il capitale sociale, viene decisa la messa in liquidazione di Spip, ma già l'8 luglio si decide di andare a una richiesta di concordato preventivo, visto che i debiti erano saliti oltre la soglia dei 100 milioni di euro. Il 14  dicembre viene depositata la prima richiesta di concordato preventivo.  A settembre 2012, poi, viene depositata la nuova richiesta che attesta un passivo di quasi 116 milioni di euro e che ieri è stata rigettata decretando il fallimento e la fine della storia di Spip a 38 anni dalla sua fondazione. g.l.z.

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