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Provincia-Emilia

Ecco l'incubo di Boschetto: la grande frana ingoia la Massese. E avanza Il sindaco: "Situazione drammatica". E si muove la Protezione civile nazionale

07 aprile 2013, 12:47

Ecco l'incubo di Boschetto: la grande frana ingoia la Massese. E avanza Il sindaco:

Il mostro che sta divorando la Massese a Boschetto avanza: la situazione è peggiorata a valle, interessando ancora una volta la strada per Lasagnana. La piccola frazione era già irraggiungibile da sabato e restano isolate le quattro famiglie che vi risiedono. Qualcuno, allertato dal sindaco e dai tecnici della Provincia, ha provveduto per tempo a portare più in alto l'auto.

Trasporto scolastico regolare grazie alla soluzione trovata ieri di aggiungere un ulteriore pulmino.

  La mappa con le deviazioni per auto e mezzi pesanti - Mandate le vostre foto a sito@gazzettadiparma.net e le vostre segnalazioni nello spazio commenti.

  PRIMA E DOPO - La strada di Boschetto com'era prima e com' è adesso dopo la frana

 Bergamini (Pdl): "La sinistra ha abbandonato la montagna: ora lavoriamo insieme"

 

IL PUNTO: SITUAZIONE SEMPRE PIU' CRITICA

In Emilia per una valutazione complessiva di quanto accaduto a causa del maltempo, ieri sono stati in Appennino i tecnici del Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Fabio Santamaria e Giovanni Valmigli insieme al dirigente del Servizio Ambiente e Viabilità della Provincia Gabriele Alifraco hanno effettuato un sopralluogo nelle zone attualmente più a rischio ovvero il Nevianese, il Cornigliese e nel comune di Tizzano.
Prima tappa Ponte Vetto a Ceretolo sulla strada provinciale 17 chiusa da alcune settimane a causa di un cedimento di monte. Qui si potrà intervenire solo quando la stagione si sarà stabilizzata in quanto sarà necessario lavorare in scarpata. Seconda tappa sulla Massese. La provinciale 665 è chiusa dalla notte di sabato a causa di un grosso cedimento della strada a Boschetto, una frattura che continua a farsi sempre più profonda. Secondo punto visionato sempre sulla massese nella località di Albazzano. In zona i tecnici hanno anche visionato quanto si sta verificando poco più su in località La Costa sulla provinciale 14, uno smottamento che farebbe pensare trattarsi di un’unica grande frana. Ultimo sopralluogo a Corniglio, sulla provinciale 13 ormai coinvolta dalla frana di Signatico e Curatico dove si sono formate a monte pozze d’acqua e continuano a crearsi fratture e avvallamenti dell’asfalto. Permangono le criticità sulla provinciale 28 di Varsi, nei pressi del comune in alcuni tratti la sede stradale sta cedendo e sulla provinciale 54 delle Terme, sulla quale si viaggia a senso unico alternato a causa di una frana in località San Vittore.
“ Le zone più a rischio dissesto sono continuamente monitorate dai tecnici del Servizio Viabilità della Provincia, ma come diciamo da giorni la situazione è preoccupante – spiega l’assessore alla Viabilità Andrea Fellini -  Gli smottamenti cominciano a coinvolgere in alcune situazioni anche abitazioni e la chiusura forzata della Massese per ragioni di sicurezza creerà non pochi disagi a chi si sposta in auto e agli autotrasportatori. A questo si aggiunge la questione delle risorse. La Provincia ha eseguito in queste settimane di maltempo molti interventi che però col perdurare della pioggia hanno solo tamponato le situazioni più critiche. Ora stiamo procedendo con una rilevazione dei danni e ci stiamo preparando in accordo con la Prefettura a un esame più approfondito con le amministrazioni coinvolte anche per concertare insieme le richieste alla regione e al governo”.
L’incontro si terrà domani alle 9,30 in Provincia. 

La cronaca di ieri

Chiara Cacciani

Ore 10. "Siamo in una situazione drammatica": parola di sindaco. Il sindaco di Tizzano Amilcare Bodria. Nella notte la terra ha continuato a muoversi a Boschetto ed è stato necessario chiudere la Massese per quasi un chilometro ed evacuare un'altra abitazione che presentava cedimenti. E ci sono fronti che fanno paura: come quello della frana che minaccia una grossa stalla ad Albazzano, ed in particolare il vascone dei liquami: "Sarebbe pericolosissimo se la situazione si dovesse ulteriormente aggravare" racconta con preoccupazione Bodria.

Insieme ai carabinieri, ai tecnici della Provincia, ai vigili del fuoco, il sindaco ha passato la notte "sul campo" e stamattina è riunita la task force in municipio. Presente anche il collega di Palanzano Giorgio Maggiali: la frana ha interrotto i collegamenti anche con la parte alta del territorio, Monchio e Palanzano, moltiplicando i disagi e le criticità. "Alle tre con la Provincia abbiamo dovuto decidere di chiudere definitivamente la provinciale Massese: non c'era e non c'è possibilità di tenerla aperta, neanche con restringimenti o sensi alternati, era troppo pericoloso. E poco dopo con ordinanza ho disposto lo sgombero di una seconda casa a valle del bivio per Lasagnana: anche il sopralluogo dei vigili del fuoco ha confermato i cedimenti ed è stato necessario mettere in sicurezza un bombolone di gas liquido", spiega Bodria. Proprio a Lasagnana quattro famiglie sono isolate da ieri sera. "Ed ora abbiamo bisogno di trovare soluzioni urgenti per il trasporto pubblico, il trasporto scolastico di domani, e anche per garantire l'arrivo dei tir con i prosciutti a Lagrimone, se no si mettono in crisi le attività produttive". Ec è facile immaginare cosa voglia dire un lunedì con la Massese interrotta.

Sul posto nel frattempo stanno arrivando i volontari della Protezione civile, partiti da via del Taglio: saranno sulla proviniciale a dare supporto e informazioni agli automoblisti che non sapevano dell'interruzione.

E come se non bastasse, nel Tizzanese c'è anche  il fronte di Capriglio: "Si è messa in moto una frana grandissima, che interessa dagli 8 ai 10 ettari di terreno agricolo - conferma Bodria - E' a ridosso della viabilità di interesse intercomunale, di abitazioni e attività produttive". E l'incubo - purtroppo molto reale - continua.

AGGIORNAMENTO ORE 17.30: STA CROLLANDO UNA DELLE CASE EVACUATE

(c.c.) La prima abitazione evacuata, sabato pomeriggio, era disabitata. Non lo era invece quella evacuata nella tarda serata di ieri a valle del bivio per Lasagnana: l'anziana proprietaria è ora ospite del figlio. Appena in tempo: la casa sta crollando. Nel frattempo sulla Massese i tecnici della Provincia, del Comune e la Protezione civile sono impegnati a lavorare: l'obiettivo - come conferma il sindaco di Tizzano Bodria - è tornare almento ad una percorrenza a senso alternato nei prossimi giorni. Non prima di tre o quattro è la previsione. Una soluzione è stata trovata per il trasporto scolastico: quello di competenza comunale funzionerà regolarmente grazie a un pulmino in più. Sarà invece attiva una navetta da Carapaneto per portare gli studenti fino a Tizzano.

MAESTRI (PD): "IL GOVERNO FINANZI SUBITO LO STATO D'EMERGENZA"

 «Ho scritto un’interrogazione urgente rivolta al presidente del Consiglio Mario Monti, per sapere se il Governo intende riconoscere e dare il via libera immediato al finanziamento di 63 milioni dello stato d’emergenza richiesto dalla Regione Emilia-Romagna, per i danni arrecati dal maltempo». Lo annuncia Patrizia Maestri, deputata del Pd di Parma.
«Mentre le Amministrazioni comunali e la Provincia corrono ai ripari, impossibile non essere preoccupati per le previsioni meteo, che annunciano situazioni difficili per gran parte del mese in corso – spiega la Maestri -. Il nostro territorio è in ginocchio. Situazione che in alcune zone ha esasperato la condizione già critica della provincia: ricordo che abbiamo il più alto indice di franosità di tutta la Regione, il secondo a livello nazionale. Quel che più amareggia come cittadina, prima ancora che come parlamentare, è constatare che gran parte dei movimenti franosi registrati in questi giorni – da Signatico a Boschetto – sono fenomeni previsti, sui quali agendo per tempo, si sarebbero evitate le situazioni più pericolose di questi giorni, con spese enormemente più contenute rispetto a quello che sarà l’importo della ricostruzione e/o del ripristino».

Bernazzoli: rafforziamo la richiesta della Regione di stato di calamità

“Ci rendiamo conto della gravità della situazione e siamo impegnati al massimo. La Massese è un’arteria molto importante al servizio di tanti lavoratori e di unità produttive.– dice il presidente Vincenzo Bernazzoli – quello che sta accadendo in questi giorni a causa del maltempo è la conferma della fragilità del nostro territorio, criticità che conosciamo bene, che abbiamo censito anche dal punto di vista delle priorità. Tante situazioni di dissesto per risolvere le quali abbiamo chiesto al Governo già nel 2000 e ancora nel 2007 le risorse necessarie che non sono mai arrivate – continua – Rafforziamo dunque la richiesta della Regione relativamente allo stato di calamità così come chiederemo all’assessorato regionale di verificare sul campo al più presto quanto accaduto nel Parmense”.
Intanto sono stati mobilitati anche i volontari della Protezione Civile a supporto degli addetti del Servizio Viabilità della Provincia e saranno posti cartelli per indicare i percorsi alternativi per raggiungere Lagrimone e Monchio, ovvero da Tizzano e dal Nevianese.
Ma quella della Massese non è l’unica brutta notizia della notte. Continua infatti a scendere a Signatico e Curatico la colata di fango verso la provinciale e più sotto verso il corso del Parma. Problemi anche sulla sp 28 di Varsi sempre per smottamenti.

 La mappa delle frane