Sei in Archivio

Gazzettascuola

Olimpiadi di italiano: grande sfida tra studenti

08 aprile 2013, 01:03

Olimpiadi di italiano: grande sfida tra studenti

Enrico Gotti
Congiuntivi, ortografia e grammatica sono specie in via di estinzione? Il ministero dell’Istruzione, assieme all’Accademia della Crusca, organizza una gara per «salvare» la lingua italiana. Otto studenti, di Parma e Piacenza, si sono sfidati, venerdì mattina, nelle semifinali delle Olimpiadi di italiano, al liceo classico Romagnosi. La competizione, a colpi di versi e pronomi, è arrivata alla sua terza edizione. La gara della finale nazionale si svolgerà a Firenze il prossimo 27 aprile, nel Palazzo della Signoria, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
 Gli otto alfieri della lingua di Dante sono Cecilia Galluzzi e Lorenzo Benedetti dell’istituto Zappa Fermi di Borgotaro, Anna Barilli e Serena Cantarelli del Paciolo-D’Annunzio di Fidenza, Jacopo Rossetti e Marta Donati del liceo Gioia di Piacenza e Giulio Massari ed Eleonora Campanini del Romagnosi. Due studenti per istituto, uno per il biennio, e l’altro in rappresentanza del triennio, hanno risposto a domande su frasi subordinate e verbi, su come si scrive correttamente «soqquadro» o «proficuo». La competizione, aperta esclusivamente alle scuole superiori, ha l’obiettivo di approfondire lo studio della lingua italiana. I ragazzi e le ragazze in gara nelle pre-finali delle Olimpiadi erano accompagnati dai loro professori di italiano, come allenatori, che conoscono bene errori e strafalcioni, e testano il livello di padronanza della lingua dei giovani.
La prima vittima è l’ortografia. Liceo scientifico diventa «scentifico» – spiegano i docenti - ingegnere diventa «ingegniere», e «a studiato» perde appunto l’«h», facendo drizzare i capelli a chi siede dietro alla cattedra. Poi c’è la sintassi: «E' sempre più spiccata la difficoltà nell’organizzare e nel comprendere un testo. Secondo il linguista Tullio De Mauro, in Italia solo il 20% sa effettivamente leggere, scrivere e far di conto» commenta la professoressa del Romagnosi Maria Teresa Marchesini. «Ormai i giovani usano solo frasi di 5 parole, come gli sms, non ci sono frasi subordinate» osserva Elisa Varani, professoressa del liceo Gioia. «La competenza di comprensione lessicale è scemata nei ragazzi, - conferma la professoressa Giordana Giordani, del Paciolo D’Annunzio - conoscono pochi vocaboli, la punteggiatura è scomparsa, altro che flusso di coscienza». I giovani partecipanti alle olimpiadi sono in controtendenza: «Questi ragazzi – dice la professoressa Giordani - sono tutti appassionati lettori, e sono conoscitori della lingua italiana».