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Il vino

Vino: cresce l'export dell'Emilia-Romagna: +15% nel 2012

07 aprile 2013, 22:02

Continua a crescere l’export dei vini emiliano-romagnoli. Anche il 2012 infatti si è chiuso con un +15%, un dato che conferma il trend positivo in atto ormai da alcuni anni. Tra i mercati in cui Pignoletto, Lambrusco e Sangiovese sono sempre più apprezzati Germania e Regno Unito, ma anche Russia, Giappone, Stati Uniti, Cina e Brasile.  Forte di questi risultati il vino emiliano-romagnolo si appresta ad andare al Vinitaly la più importante rassegna del settore a Verona dal 7 al 10 aprile. «Stiamo attraversando una stagione decisamente positiva – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – dietro alla quale c'è innanzi tutto la forte crescita qualitativa dei nostri vini, ma anche strategie commerciali più efficaci fatte anche di aggregazioni e fusioni. Come Regione abbiamo lavorato molto in questa direzione. Cominciamo a vedere frutti concreti».
Dal 2007 a oggi le risorse pubbliche (europee, statali e regionali) per il settore vitivinicolo sono state superiori in Emilia-Romagna a 190 milioni di euro e sono andate al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione sui mercati esteri. Gestito come di consueto dall’Enoteca Regionale di Dozza, il padiglione dell’Emilia-Romagna occuperà un’area di quasi 2.300 mq e  permetterà di degustare i vini di 130 cantine, in abbinamento con i prodotti tipici della regione.
Un focus particolare sarà dedicato al vino biologico. Per analizzare e discutere le tendenze del mercato, gli aspetti legati alla distribuzione e la nuova legislazione europea, nell’ambito di Vinitaly Enoteca ha organizzato la tavola rotonda La nascita del vino biologico: un confronto sulle prospettive, in programma martedì 9 aprile alle ore 15.00. Tra le iniziative da ricordare anche 'Deliziandò, il progetto sostenuto da Regione e Unioncamere per aprire e consolidare nuovi spazi commerciali. Saranno 55 le aziende vitivinicole emiliano-romagnole che parteciperanno a un fitto programma di incontri con 38 operatori provenienti da tutto il mondo.
Meno quantità, ma più qualità, può esere in estrema sintesi il bilancio del 2012, con un +35% della produzione lorda vendibile e un +40% dei prezzi medi all’ingrosso. Oggi in Emilia-Romagna ci sono 4.300 ettari di nuovi vigneti, mentre ne sono stati estirpati 3 mila non più produttivi. In questo quadro l’Assessorato regionale all’agricoltura punta anche per il 2013 alla valorizzazione della qualità e delle specificità territoriali. «Penso a una specifica denominazione territoriale per il Pignoletto per evitare la produzione fuori dalle aree vocate – spiega Rabboni -, ma anche a una più decisa promozione della Dop Romagna, dei Lambruschi di Modena e Reggio, dei vini piacentini.» Intanto è in arrivo dall’Europa il nuovo disciplinare dell’IGP Emilia, che prevede che la «frizzantatura» dei vini possa essere realizzata solo nelle zone di produzione delle uve nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Cremona e Mantova.

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